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Posts Tagged ‘scarpe’

non mi piacciono le svendite.

non ho niente contro gli sconti, eh, anzi. ma non sono una compratrice qualunquista.

intendo: se mi serve una camicia o un paio di scarpe, non soltanto la taglia giusta è fondamentale (e vorrei vedere, direte voi) ma non transigo neanche sul colore dell’oggetto dei miei desideri. se un paio di scarpe mi piacciono rosse, e alla svendita il mio numero è rimasto solo in verde, non le voglio, neanche se costano meno.
conosco persone invece che, incapaci biologicamente di resistere a quello che considerano un affarone, si comprano cose che non metteranno mai perchè sono troppo grandi, troppo piccole, troppo rosa fucsia o verde singhiozzo.
queste persone sono la manna dal cielo per le commesse che io definirei le irriducibili (e che mi mettono timore assai): erinni dalle unghie lunghe e miniate, con una scintilla diabolica all’angolo esterno dell’occhio, come i malvagi nei film dell’orrore. quelle che, una volta che sei entrata nel negozio, cominciano con le adulazioni e i tentativi di convincimento prima ancora che tu abbia potuto dire cosa cerchi. che bei piedi signora, starebbero benissimo con tutte le nostre scarpe, nessuna esclusa.
e che appena esci dal camerino con indosso il potenziale acquisto, si affannano, lancia in resta, ad assicurarti che no, non si nota che la gonna è due misure più grande della tua, e che il fastidioso contrattempo creato dal fatto che ti scivola giù dai fianchi alle caviglie al minimo movimento, si può risolvere muovendosi pochino.
alla svendita le decolleté che volevi hanno il numero giusto e il colore sbagliato, o il numero sbagliato e il colore giusto, o il numero e il colore giusti ma del paio di scarpe una non la trovano più, mannaggia. costringendo l’irriducibile, con un triplo carpiato, a suggerirti che se ti risolvessi a girare su una gamba sola tipo chichibio e la gru, oppure ad amputarti un piede, nessuno ci farebbe poi molto caso.

insomma, non vado alle svendite per non essere graffiata da un’irriducibile, e per non essere messa in tentazione di spendere male i soldi.

senza contare che se qualcosa che ho comprato a inizio stagione loro hanno poi deciso di scontarla del 50%…beh, lo ammetto, preferisco non saperlo 🙂

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discreto, eppure innegabilmente sexy: il segreto del fascino di quelle scarpe con un tacco molto sottile ma basso, diciamo tra i tre centimetri e i cinque, massimo sei. il kitten heel, appunto.

perchè parliamoci chiaro: facile ammaliare e turbare le menti con 12 o più centimetri di stiletto sotto i talloni. dondolando su lunghi e sottili tacchi e guardando il mondo da lassù la prospettiva è quasi inebriante. (posso per inciso dire anche che non ho una gran passione per le spesse piattaforme che ormai tutti gli stilisti piazzano sotto le punte per poter alzare ulteriormente la misura del tacco?  mi fanno un’impressione un po’ sgraziata. thankyouverymuch)

tacchi senza piattaforma (belli)

tacchi con piattaforma (meno aggraziati) (secondo me)

però occorre che ci rendiamo conto che una cosa è la serata fuori, che ne so, la cena e bicchiere della staffa con gli amici, o con un bel fustacchione.

diverso è quello che fa piacere avere ai piedi per un’intera giornata lavorativa. o in fiera (sorry, sindrome da vinitaly incombente). o a passeggio per le calli di venezia.

con certi tipi di abbigliamento va bene tutto. e difficilmente troverete qualcuno che possa negare quanto siano deliziosi certi mocassini

con i bermudini al ginocchio e la camicia. o certe scarpe sportive che portano con sè una ventata di vintage e ci ricordano la nostra adolescenza…

ma le calzature femminili sono altra cosa. se è di femminile che stiamo parlando, allora occorre ingegnarsi un po’.

il super flat è tenero, e va bene come ciabattina casalinga. ma a voler essere onesti paperizza un pochino la camminata di chiunque, anche di una modella. e non fa miracoli per sfinare polpacci e caviglie. e i polpacci e le caviglie di noi donne umane, di un aiutino beneficiano sempre volentieri 🙂

oltretutto non so a voi, ma a me le ballerine alla lunga fanno venire mal di schiena.

che ci resta? siamo perdute? siamo condannate a una vita di  tacco basso e grosso, tipo quelle delle scarpe delle monache??? (e a questo punto portiamo tutti le mani alle guance, spalanchiamo gli occhi e gridiamo “oh, noooooo”!)  serene, fanciulle: la nostra salvezza si chiama kitten heel.

basso, ci difende dalle vertigini delle scarpe più estreme.

per la sua discrezione è immune a qualsiasi sopracciglio alzato e critico già dalle prime ore del mattino.

non affatica le nostre gambe e quindi può essere indossato anche per molte ore senza effetti collaterali.

il tacco è sottile e generalmente collocato al centro del tallone, garantendo quindi l’effetto camminata incerta pur senza l’altezza del tacco. e noi ragazze sappiamo quanto quell’effetto sia importante 🙂

erano le scarpe preferite di una perfezione incarnata come audrey hepburn, e già questo dovrebbe bastarci 🙂

le kitten di uno che tra i primi le ha rilanciate, manolo blahnik

ok, ignorate il leopardato: tamara mellon spesso eccede. concentratevi sul tipo di scarpa...

non di sole suole rosse vive la donna, ma perchè no?

guardate che carine queste di ancarani, uno dei miei shoe designer favoriti di recente...

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gennaio, con rispetto parlando, ce lo siamo finalmente lasciato alle spalle. febbraio è ancora un mese freddo, questo è vero. ma corto.

e quindi il mio cervello ormai sta volando verso la luce, mi sento pulsare il sangue al pensiero della stagione che si sta avvicinando, quella giusta, quella in cui non ho difficoltà a muovermi, parlare e respirare: quella calda, insomma.

prima di arrivare al punto permettetemi di lanciare un messaggio privato: amore, non preoccuparti. sto scrivendo questo articolo solo come pour parler. non servirà una nuova scarpiera.  🙂

ho dato un’occhiata alle anteprime delle nuove collezioni di scarpe, e devo dire che di primo acchito non sono rimasta molto colpita. troppi lacci, laccetti, stringhe, plateau esagerati sotto le punte. mi piacciono le scarpe sexy, non quelle che somigliano agli stivali dei cugini di campagna! (o a quelle delle drag queens) (ops. vuoi vedere che i cugini di campagna…) (ma no, dai, impossibile)

ne ho selezionate alcune che vi mostro, che mi sono sembrate maggiormente degne di nota. e vi dirò perchè.

ok, non è un sandalo sexy, questo è evidente. ma è pur vero che ognuna di noi ha bisogno anche di alcune paia di scarpe con cui trascinarsi al lavoro tutti i giorni, e non è imprescindibile che si tratti di sandalo-sexy. anzi, in certi casi è meglio se non lo è. ma non è scritto da nessuna parte che debba essere sandalo-brutto. direi che questo paio di prada fanno il loro compitino in modo egregio…(in questa tinta secondo me sono più estive, ma esistono anche in nero)

queste sono un’eccezione, lo voglio dire. nel senso che solo a guardarle sento le mie selvatiche caviglie agitarsi al pensiero di essere agganciate dal cinturino che completa questo altrimenti incantevole e sensuale sandalo colorato di jimmy choo. brava tamara. sei una sicurezza. per me non va bene, ripeto, non riesco a tenere ai piedi una scarpa col cinturino alla caviglia neanche dieci minuti. ma invidio le ragazze libere da questa paturnia, perchè queste sono veramente incantevoli… 🙂

eccoci qui, un piccolo riconoscimento al signor blahnik. non sono scarpe che facciano girare la testa come le precedenti (quella altrui ma anche la vostra, data la vertiginosità dei tacchi 🙂  ) ma considerate che esistono anche le dolci domeniche di sole in cui ci viene voglia di andare a passeggiare per le calli di venezia mano nella mano col nostro amore, e che cosa indossiamo ai nostri delicati piedini per salire e scendere da tutti quei ponti?  bravo manolo, verrai ricompensato con una miniatura di gondola souvenir.

e visto che noi signore su un tacco 12 (o 15) ci saliamo solo dopo una certa ora del giorno, e non certo di prima mattina, ecco che il pifferaio magico delle calzature, il mago merlino della tomaia, il principe azzurro di tutte noi ci soccorre con questo delizioso paio di chaussures aggraziate, portabili tutto il giorno, con qualsiasi genere d’abito e, scusate, dall’abbinamento di colori a me molto caro. il colore delle loro suole mi toglie dalla necessità di rivelarvi chi ha disegnato queste tenere bon ton… 🙂

ma che loubou sia il numero uno (se ci fosse mai stato bisogno di dimostrazione) lo confermano queste meravigliose scarpette color fuchsia: il delicato fiocchettino laterale, le aperture maliziose, i tacchi sottili e svolazzanti… oooooh. sospiro di ammirazione. bellissime… da quando le ho viste non faccio che immaginarmele ai piedi… 🙂

ok, per adesso mi fermo qui, attendo qualche vostra segnalazione. ma presto tornerò alla carica con nuovi meravigliosi gioielli per le nostre estremità!!!

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essere una donna, essere una femmina: sono cose diverse, che non coincidono sempre. è proprio l’essenza delle loro definizioni ad essere diversa, e se è vero che in linea di massima non conosco femmine che non siano d’altro canto anche definibili come donne, è pur anche vero che poche tra le donne che conosco le definirei femmine.

donna ci si nasce, con le due x per cromosomi, per capirci. all’uomo è stata data una y al posto della seconda x perchè il materiale di prima scelta era terminato e si è dovuti ricorrere agli espedienti 🙂

ma una femmina è qualcosa di diverso. c’è qualcosa di irreparabilmente diverso che la distingue  da ogni altra creatura. la capacità di comunicare con gli sguardi, semplici esercizi di telepatia che sconcertano chi vi assiste, mentre lasciano tranquillamente olimpica lei, la femmina, che dà la loro efficacia assolutamente per scontata.

la capacità di incollare gli sguardi su di sè, e di fagocitare l’attenzione altrui, e questo, ben s’intenda, in modo assolutamente indipendente da una maggiore o minore aderenza ai canoni di estetica. la femmina non è sempre bella. ma è ricoperta di una specie di guaina magnetica grazie alla quale non si può non notarla e non impantanarsi un po’. e non si tratta di un richiamo esclusivamente erotico: il fascino della femmina colpisce anche le donne, anche le donne eterosessuali intendo. la fascinazione non è di tipo amoroso: anzi, a volte è molto cerebrale. ma nondimeno estremamente potente.

e poi l’irragionevolezza e l’irrazionalità. d’altra parte la femmina è una creatura con una componente istintiva molto forte. è un felino che spesso vive basandosi su vibrazioni che sente solo lei. e poi comunque, con tanti lati affascinanti e irresistibili, glielo vogliamo concedere un piccolo difettuccio? (che poi a volte è altrettanto irresistibile dei pregi)

quindi siate saggi: non arrabbiatevi con lei se si contraddice. e non sottolineatelo: chi puntualizza in genere non le piace e prima o poi assaggerà le sue unghiette retrattili. fate finta di nulla, se la situazione lo permette, e limitatevi a gustarvi la luce abbacinante del sorriso che sfodererà.

non trattatela come una pazza furiosa se compra scarpe due giorni di seguito e alla vostra obiezione (“ma come, hai comprato un altro paio di scarpe anche oggi???”) sgranerà gli occhi e vi dirà che quelli odierni sono sandali, non scarpe. non vi sta prendendo in giro. è una femmina, punto.

la femmina

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scrivo questo articolo come un diabetico che scrive di diabete. come un cocainomane che scrive di dipendenza dalla coca. come mourinho che scrive sull’antipatia. insomma, so di cosa parlo. altrochè. anzi, di più: ne faccio parte a pieno titolo, del mio argomento, sono il mio argomento. e tuttavia in realtà cerco delle risposte che non ho.

mi chiamo anna e ho un problema a controllare i miei acquisti di scarpe. come stare all’alcolisti anonimi, vero? “si, una voce dentro di me diceva resisti, ma le guardavo, in quella vetrina, con quel tacco alto e sottilissimo, e quel color ciliegia, così invitanti, insomma non mi sono potuta tenere, non ho capito più niente”. faccio parte di quel numero di persone (uso volutamente il termine persone perchè se è vero che il 90% sono donne, è pur vero che 90% non è 100%) che riserva alle calzature un’attenzione particolare, per metterla in modo un pò understated…

non che io sul resto dell’abbigliamento sia una terziaria francescana: confesso di essere una maniaca dei dettagli, nessuno escluso. ma c’è qualcosa riguardo alle scarpe che va oltre. qualcosa che fa sì che io (e molte altre) siamo disposte a separarci da una buona fetta del nostro stipendio mensile per calzare i nostri adorati piedi con veri e propri capolavori di ingegneria, che ci permetteranno di sopravvivere e non soffrire pur stando a 12/15 cm da terra, di rincorrere un taxi per la strada e di baciare il nostro fidanzato guardandolo dritto negli occhi 🙂

che cos’è? qual è la ragione?

ci ho pensato e ripensato, e mi sono chiesta se non possa aver origine da una maggior attrazione che proviamo verso i nostri piedi che verso il resto del corpo.

e va bene, è mattina di outing…

mi chiamo anna e mi piacciono da morire i miei piedi. è vero che sono un pò troppo piccoli, ma hanno una forma spettacolare e passerei ore a guardarli. nella bella stagione, se indosso un paio di sandali e mi vedete guardarmi i piedi, ebbene sì, li sto ammirando con occhio innamorato, lo stesso sguardo con cui guardo l’orologio che porto al polso, fingendo di guardare che ore sono.

io ve lo giuro che non lo so da dove venga questa cosa, questa fissazione coi piedi. ma vi giuro anche che non ce l’ho solo io. e quindi non siate timidi, aiutatemi a trovare la risposta…

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