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Posts Tagged ‘profumo’

una donna senza profumo è una donna senza avvenire, disse un giorno gabrielle chanel detta coco.

non so se il profumo che indossiamo o non indossiamo possa influire sul nostro avvenire, o sul nostro presente. forse è così.

io confesso di essere una persona assai olfattiva, nel bene e nel male. è una cosa di me che conosco e mi sforzo di tenerla sotto controllo, a volte con successo, altre meno 🙂  ma non posso affermare che l’impatto con la fragranza emanata da chi mi trovo davanti non abbia un peso sul mio atteggiamento.

a complicarci ulteriormente la vita metteteci anche il fatto che è una reazione totalmente soggettiva da parte di chi annusa, e spesso involontaria da parte di chi emana.

mi spiego meglio: non a tutti gli annusanti piacciono o infastidiscono le stesse note olfattive. e d’altro canto sia che l’emanante si profumi con una boccetta apposita, sia che non lo faccia e basi il suo fascino sul profumo di docciaschiuma,  in molti casi (quasi tutti) a fare il bello e il cattivo tempo saranno i suoi ormoni e stravolgeranno comunque ogni meticolosa pianificazione.

chissà se nel nostro dna c’è anche la predisposizione verso una famiglia olfattiva rispetto ad un’altra. chissà da cosa dipende il fatto che certi tipi di aromi ci fanno scappare, e altri ci rovesciano addosso una scarica di quegli ormoni del benessere, come si chiamano? serotonina? endorfina?, facendo sì che non possiamo più staccarci da quel particolare esemplare della razza umana 🙂

a me personalmente danno fastidio i profumi molto fioriti e grondanti dolcezze eccessive, quelli che non riesci a capire se siano così invasivi solo perchè la sciagurata che se li è spruzzati lo ha fatto con eccessiva liberalità oppure se il chimico che li ha sintetizzati abbia voluto concentrare il potere profumante di tutti i giardini di grasse in una sola goccia.

mi fanno sempre ricordare una sera quando mio fratello e io eravamo ancora piccini: i nostri genitori ci portarono a cena in un piccolo ristorante a gestione familiare che ora non esiste più e dove ci piaceva molto andare. quella famosa sera lì non riuscimmo neanche a terminare la cena perchè arrivò una signora molto ingioiellata e che indossava un profumo in grado di saturare ogni recettore, e che se ne era pure messa una dose generosa. quella bomba atomica di tiglio e gardenia e giglio e chissà cos’altro ci annodò gli stomaci. certe persone devono essere anosmiche per non rendersi conto di avere esagerato così.

tra i profumi da uomo sto volentieri distante da quelli che ricordano le gemme di pino gommose.

mi piacciono i profumi vanigliati, ma non le vaniglie stucchevoli.

preferisco fragranze un po’ più autentiche. aromi che fanno l’effetto di un balsamo districante sul mio cervello a volte un po’ annodato 🙂

amo chocolate greedy, un profumo di vaniglia e tonka. da biscotti sì, ma senza aromi artificiali.

amo il bell’antonio, che sa di caffè e tabacco. un profumo unisex (che molti anzi giudicano troppo maschile per essere definito tale) ma che a me fa sentire molto femminile, con buona pace di chi recensisce i profumi.

e le vostre preferenze???? 🙂profumo-home_0x440-1

 

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quale sia stato il giorno in cui per la prima volta l’essere umano ha volontariamente prodotto del profumo, questo nessuno lo sa. quello che è certo è che si parla della notte dei tempi, e che lo scopo, con ogni probabilità, dev’essere stato di tipo spirituale. è così che è nato il profumo, infatti: come sostanza inebriante che avvicina alla divinità. che allontana malattie e tiene distanti gli spiriti maligni. erano ancora da venire gli arabi e i loro alambicchi, il profumo era, appunto, fumo dal gradevole odore che si sprigionava dalla combustione di sostanze profumate.

non ci volle molto perchè l’uso si estendesse anche a ambiti più profani…basti pensare agli unguenti profumati di cui si cospargeva cleopatra, neanche la dovessero friggere come un calamaro.  il profumo ha fedelmente accompagnato l’uomo (e la donna, soprattutto la donna) attraverso tutta la storia, con i normali alti e bassi di tutte le relazioni durature, dovuti, in questo caso, i bassi principalmente ai momenti storici di maggior chiusura ed austerity, durante i quali non venivano viste di buon occhio certe frivolezze…e gli alti ai periodi in cui veniva addirittura chiamato a supplire all’odore personale di pulito, quando l’igiene sembrava essere una vera e propria stravaganza (pensate al medioevo o alle corti dei re francesi)

resta il fatto che, a tutt’oggi, il profumo non è uno strumento di bellezza come gli altri. percepiamo la sua differenza da una crema per il viso, un rossetto o un dopobarba e per scegliere quello da indossare ci prendiamo il tempo necessario e facciamo diverse prove. consapevoli o no, lo sentiamo che è importante. che ci protegge, ci eleva, ci rende seducenti. che ci identifica e ci distingue, come un secondo nome di battesimo…la scia del profumo di una persona evoca la sua presenza in una stanza anche dopo che se n’è andata…

il progresso e la massificazione delle produzioni ci hanno abituati ormai a convivere con i profumi di sintesi. che cosa sono? avete presente i suddetti alambicchi, i petali di fiori, l’alcol, grasse, la lavanda…dimenticate tutto. i profumi di sintesi si ricreano in laboratorio. non derivano da macerazione, o infusione, o distillazione di una sostanza profumata. creano un odore che le si avvicina, usando vere e proprie molecole chimiche. il risultato è, come minimo, molto più invasivo e freddo del corrispettivo naturale. vi sarà capitato di notare come a volte certe persone usino profumi incredibilmente penetranti e forti, e magari avete pensato che semplicemente avessero esagerato nella quantità. beh, forse anche quello, ma soprattutto, i profumi di sintesi sono più aggressivi e più persistenti. oltre che poco autentici…

provate a chiudere gli occhi e a pensare all’odore di una fragola. poi pensate all’odore di marmellata di fragola che viene usata nelle merendine industriali. ecco, la differenza è tutta lì…la seconda le fragole non le ha mai viste, e per essere convincente esagera. e diventa iperfragola. sovrafragola. finta, insomma.

così è anche per le essenze dei profumi. nessun laboratorio potrà mai ricreare l’esatto profumo della vaniglia di tahiti, e mi dispiace se si estingue, ma io quella finta non me la metto. piantatene ancora, diamine. come il profumo del cardamomo, o dei petali di rosa…

inutile, a questo punto, che io confessi che non uso profumi di sintesi. preferisco che sia un’essenza più sottile e più calda a parlare di me. e poi volete mettere il fascino di indossare una fragranza che si percepisce solo da molto vicino? 😉

“Poiché gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore, davanti alla bellezza, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi al profumo”. (Patrick Süskind)

vaniglia

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