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Posts Tagged ‘giardino’

ragazzi, ma chi se l’immaginava che cambiare casa sarebbe stato un delirio del genere? vi chiederete se le mie amiche che avevano già affrontato quest’impresa non mi avessero avvertita. certo, che l’avevano fatto. ma ho mai ascoltato un avvertimento in vita mia io???

che poi, in tutta sincerità, meno male che non ho dato retta agli allarmi delle traslocate. perchè altrimenti forse ci sarebbero riuscite a scoraggiarmi. mentre adesso, dopo essere diventata isterica, disperata, dopo aver pensato che non ce l’avrei mai fatta, e poi una settimana dopo gioire che ce l’avevo finalmente fatta, e la settimana seguente accorgermi che mi era solo sembrato e che no, non ce l’avrei mai fatta…insomma ora viviamo felici nella nostra casa che trabocca amore.

ancora mobili non ne trabocca. ma quelli arriveranno con calma 🙂

abbiamo una bat box, nella speranza di attrarre pipistrelli che divorino 2000 zanzare a notte, ma mio marito me l’ha boicottata mettendola in un punto assolutamente inaccessibile anche per un pipistrello anoressico.

ma c’è un altro epocale cambiamento che abbiamo deciso di affrontare.

ci piacerebbe che il nostro piccolo (ma grazioso) giardino  diventasse il regno di un quadrupede peloso (eccetto per l’angolo dove fede ha piantato i pomodori, che se il suddetto quadrupede li danneggia sono guai seri. mi sa che metterò un cartello con un disegno di un canetto che sta lontano dai pomodori. le indicazioni visive dovrebbero funzionare meglio dei divieti scritti, visto che i cani non sanno leggere).

non è mica stata una decisione veloce da prendere, comunque.

abbiamo liquidato in fretta la questione gatto/cane, dal momento che mio marito ha una marcata predilezione per i cani, e io mi trovavo nel periodo della mia esistenza più maldisposto verso i felini, a causa della ghenga di gatti randagi teppisti che imperversava (e tuttora imperversa) per il nostro quartiere sporcando dovunque.

una volta stabilito che sarebbe stato un cane, abbiamo cominciato a pensare a come lo avremmo voluto.

femmina, avevamo deciso concordi. taglia media, graziosa. e a quel punto è successo il primo avvenimento: in un giorno di pioggia ho incontrato un canetto fradicio e solo. insieme alla mia collega l’abbiamo coccolato un po’, asciugato e rifocillato e un pensiero si cominciava a formare nella mia testa. del genere, ma sarà quello che è destinato a noi????

per fare la cosa giusta chiamiamo un veterinario che cerca il microchip, non lo trova (ma guarda un po’), e quindi dice che il cane deve stare presso una struttura veterinaria per un numero x di giorni finchè l’eventuale padrone ha la possibilità di reclamarlo, altrimenti viene reso disponibile per l’adozione.

a quel punto la mia felicità è assoluta. sono totalmente sicura che non può essere stata una coincidenza, se quel canetto è arrivato davanti alla porta del mio ufficio. l’esaltazione per il segno ultraterreno mi porta anche a ignorare completamente che volevamo una femmina media e carina e stiamo per adottare un maschio piccolo e onestamente non proprio un adone. niente può fermarmi nel mio slancio salvifico del piccolo meticcio.

niente, tranne ovviamente la comparsa a sorpresa della legittima proprietaria, che se lo riporta, giustamente, a casa.

bene, diciamo noi,  dopo aver asciugato una mini lacrimuccia (anzi due, una pure graziani). siamo contenti per patacca. ora però, ce ne cerchiamo uno tutto nostro. niente padroni che poi suonano campanelli e reclamano diritti (tra l’altro sacrosanti).

a quel punto, ci scateniamo nell’immaginarci il cane dei nostri sogni. fede si immagina in giardino con un rhodesian ridgeback. io sogno di passeggiare in mezzo alle margherite con un border collie, che oltre ad essere un cane di rara intelligenza è pure bianco e nero quindi della juve, il che ci riporta alla rara intelligenza. fede si insospettisce davanti alla foto del border: i tifosi antijuventini hanno un’inspiegabile tendenza ad attribuire a noi bianconeri sempre qualche sotterfugio. io manco me n’ero accorta che il cane era bianconero. 🙂 e quindi tende ad opporsi (fede al border, non il border a fede, almeno, non che io sappia).

la discussione dialettica prosegue per un po’ finchè io ho la geniale idea: fede, perchè non parliamo con un addestratore di cani? loro hanno esperienza di tutte le indoli, magari ci può dare un buon consiglio per il bene del cane e per il nostro.

vi siete addormentati? posso proseguire?

il rhodesian che piace a fede

il rhodesian che piace a fede

il cane più intelligente che ci sia

il cane più intelligente che ci sia

 

 

 

 

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