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Archive for the ‘casa’ Category

ammappete, dal 22 luglio non scrivo nulla…insomma più o meno da quando abbiamo fatto i nostri dieci giorni di ferie prima di venire travolti dal ciclone latash, la nostra cucciola di labrador cioccolato. cioccolato non vi tragga in inganno: è solo la sfumatura di colore del manto, non indice di una coccolosità particolare nel carattere.  per quello si sarebbe dovuta chiamare attila 🙂

non c’è che dire, tra attila/latash e il lavoro poi è stato tutto un po’ frenetico.

ma ormai natale si avvicina, e non me la sono sentita di abbandonarvi tra le grinfie di qualche commesso/a motivato a spennarvi per regali di natale senza uno sprazzo di genialità, senza un minimo di originalità. mica vorremo fare delle brutte figure con parenti e amici cari????

e quindi, come faccio d’abitudine, ho selezionato alcune idee che vi potranno essere utili. con regali così, potete star sicuri che i vostri amati non vi dimenticheranno mai.

cominciamo con gli oggetti a tema natalizio. prendiamo ad esempio le decorazioni da giardino! mica vorrete anche voi accodarvi alla pletora di pecoroni che esibiscono babbi natali arrampicanti e renne luminose…

unico al mondo, il dinosauro natalizio luminoso

unico al mondo, il dinosauro natalizio luminoso

volete mettere un dinosauro travestito da babbo natale? chi, chi al mondo ce l’ha? nessuno. solo il fortunato a cui lo donerete. io lo metterei nel nostro giardino con somma gioia, ma i cavi elettrici sono diventati un po’ un problema da quando latash ha preso a tranciarli di netto coi suoi dentini santi.

per gli amici natalisti più inesorabili, direi che niente sarebbe meglio della copertura per il bagno fatta a santa claus 🙂

copri bagno natalizio

copri bagno natalizio

mentre per l’amica super fashion, non ci sono dubbi.

vestito super fashion a forma di albero di natale

vestito super fashion a forma di albero di natale

l’abito a forma di oh tannenbaum oh tannenbaum deve essere suo 🙂

per le ragazze trendy le scarpe sono un regalo sempre gradito.

date ad una vostra amica il brivido di non poter passare inosservata nè dai grandi nè dai piccini, con le scarpe di lego

decolleté di lego

decolleté di lego

la vostra più cara amica soffre per la forma o l’inclinazione del suo naso e non può permettersi una rinoplastica (e neanche voi vi potete permettere di offrirgliene una?) abbiate fede: portando con costanza 20 minuti al giorno questo simpatico strumento

raddrizza naso

raddrizza naso

per il resto della sua vita, probabilmente stecchirà con un nasino alla francese. forse. deve solo giungere a patti con la sensazione di avere due specie di cottonfioc dentro alle narici.
d’altra parte, chi bella vuole apparire, molto deve soffrire.

o no?

se i vostri amici maschietti vogliono apparire belli ma sono alla ricerca di una scorciatoia, niente li renderà più felici della maglietta che scolpisce e modella i loro gracili fisici…

maglietta con incluse protesi di pettorali, bicipiti e tricipiti

maglietta con incluse protesi di pettorali, bicipiti e tricipiti

oppure, per chi subisce il fascino del facial hair ma non ha cominciato a coltivarli per tempo, ecco la scorciatoia numero 2, ossia la barba gonfiabile

barba folta in 30 secondi!!!

barba folta in 30 secondi!!!

vostro marito è smemorato e dimentica il giorno del vostro anniversario? questo anello

anello autoriscaldante

anello autoriscaldante

ha la prerogativa di poter essere programmato sulla data della ricorrenza, e di autoriscaldarsi nei giorni precedenti, per fare in modo che il villano si ricordi che deve comprarvi un cadò. se nonostante tutto lui ignora le avvisaglie, durante il giorno ics la vera si riscalderà ogni 15 minuti, fino a provocare un’autocombustione se voi mogli non lo disinnescate una volta ricevuti auguri, fiori e tuttilrestappresso 🙂

se dovete comprare un regalo per qualcuno a dieta, beh, niente potrà mai rivaleggiare col magnete attira grassi,

magnete attira grassi

magnete attira grassi

un simpatico apparecchietto che avvicinerete al vostro tiramisù, o alle lasagne, e lui, come per incanto, assorbirà tutti i grassi dal piatto lasciandovi lì a gustarvelo in santa pace. jingle bells,  jingle bells.

oppure prendiamo spunto dagli hobby . che ne so, ad esempio, qualcuno ama andare in bici?

bici con minibar

bici con minibar

quanto di più si godrà i suoi giri se potra inframmezzarli con qualche gin tonic?

conoscete qualche griller?

sgabello burger

sgabello burger

non sapranno resistere a questo complemento d’arredo!

per i maniaci degli smartphone ho due proposte: una è la camicia da indossare che all’interno è rivestita in microfibra, in modo da poter pulire efficacemente gli schermi touchscreen (costantemente ditati)

camicia pulisci-screen

camicia pulisci-screen

se invece quello che volete è un effetto pirotecnico, un modo per non poter passare inosservati, un tocco di design che tutti vi invidieranno, non cercate oltre. il regalo giusto è la custodia per iphone a forma di aragosta

comoda: sta dappertutto

comoda: sta dappertutto

cercate una sfumatura green oppure gourmet per la vostra cancelleria? cosa meglio delle penne fatte a fili d’erba

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o portapenne a forma di piadina romagnola?cargocollective-450x300

insomma, le idee mi sembra che ci siano. anche i casi più difficili li dovreste poter sistemare.

in caso di panico, chiamate e arriverò in vostro soccorso 🙂

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non mi piacciono le svendite.

non ho niente contro gli sconti, eh, anzi. ma non sono una compratrice qualunquista.

intendo: se mi serve una camicia o un paio di scarpe, non soltanto la taglia giusta è fondamentale (e vorrei vedere, direte voi) ma non transigo neanche sul colore dell’oggetto dei miei desideri. se un paio di scarpe mi piacciono rosse, e alla svendita il mio numero è rimasto solo in verde, non le voglio, neanche se costano meno.
conosco persone invece che, incapaci biologicamente di resistere a quello che considerano un affarone, si comprano cose che non metteranno mai perchè sono troppo grandi, troppo piccole, troppo rosa fucsia o verde singhiozzo.
queste persone sono la manna dal cielo per le commesse che io definirei le irriducibili (e che mi mettono timore assai): erinni dalle unghie lunghe e miniate, con una scintilla diabolica all’angolo esterno dell’occhio, come i malvagi nei film dell’orrore. quelle che, una volta che sei entrata nel negozio, cominciano con le adulazioni e i tentativi di convincimento prima ancora che tu abbia potuto dire cosa cerchi. che bei piedi signora, starebbero benissimo con tutte le nostre scarpe, nessuna esclusa.
e che appena esci dal camerino con indosso il potenziale acquisto, si affannano, lancia in resta, ad assicurarti che no, non si nota che la gonna è due misure più grande della tua, e che il fastidioso contrattempo creato dal fatto che ti scivola giù dai fianchi alle caviglie al minimo movimento, si può risolvere muovendosi pochino.
alla svendita le decolleté che volevi hanno il numero giusto e il colore sbagliato, o il numero sbagliato e il colore giusto, o il numero e il colore giusti ma del paio di scarpe una non la trovano più, mannaggia. costringendo l’irriducibile, con un triplo carpiato, a suggerirti che se ti risolvessi a girare su una gamba sola tipo chichibio e la gru, oppure ad amputarti un piede, nessuno ci farebbe poi molto caso.

insomma, non vado alle svendite per non essere graffiata da un’irriducibile, e per non essere messa in tentazione di spendere male i soldi.

senza contare che se qualcosa che ho comprato a inizio stagione loro hanno poi deciso di scontarla del 50%…beh, lo ammetto, preferisco non saperlo 🙂

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chiamateci come volete, ma o prima o poi, per favore, prendete atto del fatto che esistiamo e che anche noi dobbiamo dissetarci.

sto parlando di coloro che, come me, nel loro tempo libero (specifica, da parte mia, questa, necessaria: professionalmente a volte mi trovo a fare assaggi e a dare il mio parere, ma quello è lavoro) non amano bere bibite alcoliche. non di abitudine, almeno.

come sia possibile che una distillatrice, appena smessi i panni della suddetta e rientrata a casa, si trasformi in una bionda che funziona a te verde, succo di mela e, se l’occasione richiede un sonoro let’s get crazy, si tuffa nelle bollicine di un  chinotto ecor, questo io non ve lo so spiegare. non so come sia successo: l’unica possibile spiegazione che mi si affaccia alla mente è che io sia vittima di una patologia tipo quella di obelix con la pozione magica. forse sono caduta in una barrique da neonata, e da allora le alte gradazioni hanno perso il loro fascino ai miei occhi. pure le basse, a dire il vero.

non sono astemia: svolgo il mio lavoro senza mai fare un passo indietro. e nelle occasioni veramente speciali mi unisco ai brindisi con immensa gioia. ma per me l’alcol è un’eccezione e non la regola.

non penso di essere la sola in tutta l’italia. eppure, quando si va al ristorante, appare subito chiara una cosa.

o i produttori di bevande analcoliche pensano che io sia l’unica.

o pensano che coloro i quali a tavola non bevono vino, obbligatoriamente debbano essere contenti di bere sempre e solo acqua. e questa è un’ingiustizia terrificante: perchè agli enofili viene consegnata una carta dei vini con molte possibilità, cosicchè possono scegliere sulla base di quello che mangiano e di quello che è il loro desiderio in quel momento, e a noi invece viene offerta solo la scelta con gas o senza gas?

oppure ci stanno proprio platealmente ignorando, colleghi analcolici.

è mai possibile che nessuna azienda sia riuscita a studiare una linea di prodotti bevibili anche ai pasti, non eccessivamente zuccherosi ma caratterizzati a sufficienza da poter ingolosire più di una bottiglia da 0,7 di acqua naturale? magari col tempo si potrebbero addirittura studiare gli abbinamenti, come dicevo (scherzando ma mica troppo) alla mia amica chiara l’altro giorno: con la battuta al coltello ci vuole un chinotto. l’aranciata, più agrumata,  (non dolciosa però) può invece accostarsi agli spaghetti con le acciughe.

come può essere che nessuno abbia pensato a formare delle persone nella degustazione delle bibite analcoliche? esistono sommeliers del vino, dell’acqua, dell’olio, del tè. perchè non della gazzosa?

enrico nera mi ha chiesto di fare l’analisi sensoriale di una bibita per lui e io lo vorrei tanto fare. so di avere l’esperienza adatta, di aver bevuto un numero incalcolabile di bibite, e con attenzione. è un peccato però che non esista un metodo di valutazione codificato e uguale per tutti, come c’è per i vini. mi aiuterebbe a esprimere le mie opinioni.

…mica penserete che le bibite siano tutte uguali??? 🙂

 

sublime

sublime

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ragazzi, ma chi se l’immaginava che cambiare casa sarebbe stato un delirio del genere? vi chiederete se le mie amiche che avevano già affrontato quest’impresa non mi avessero avvertita. certo, che l’avevano fatto. ma ho mai ascoltato un avvertimento in vita mia io???

che poi, in tutta sincerità, meno male che non ho dato retta agli allarmi delle traslocate. perchè altrimenti forse ci sarebbero riuscite a scoraggiarmi. mentre adesso, dopo essere diventata isterica, disperata, dopo aver pensato che non ce l’avrei mai fatta, e poi una settimana dopo gioire che ce l’avevo finalmente fatta, e la settimana seguente accorgermi che mi era solo sembrato e che no, non ce l’avrei mai fatta…insomma ora viviamo felici nella nostra casa che trabocca amore.

ancora mobili non ne trabocca. ma quelli arriveranno con calma 🙂

abbiamo una bat box, nella speranza di attrarre pipistrelli che divorino 2000 zanzare a notte, ma mio marito me l’ha boicottata mettendola in un punto assolutamente inaccessibile anche per un pipistrello anoressico.

ma c’è un altro epocale cambiamento che abbiamo deciso di affrontare.

ci piacerebbe che il nostro piccolo (ma grazioso) giardino  diventasse il regno di un quadrupede peloso (eccetto per l’angolo dove fede ha piantato i pomodori, che se il suddetto quadrupede li danneggia sono guai seri. mi sa che metterò un cartello con un disegno di un canetto che sta lontano dai pomodori. le indicazioni visive dovrebbero funzionare meglio dei divieti scritti, visto che i cani non sanno leggere).

non è mica stata una decisione veloce da prendere, comunque.

abbiamo liquidato in fretta la questione gatto/cane, dal momento che mio marito ha una marcata predilezione per i cani, e io mi trovavo nel periodo della mia esistenza più maldisposto verso i felini, a causa della ghenga di gatti randagi teppisti che imperversava (e tuttora imperversa) per il nostro quartiere sporcando dovunque.

una volta stabilito che sarebbe stato un cane, abbiamo cominciato a pensare a come lo avremmo voluto.

femmina, avevamo deciso concordi. taglia media, graziosa. e a quel punto è successo il primo avvenimento: in un giorno di pioggia ho incontrato un canetto fradicio e solo. insieme alla mia collega l’abbiamo coccolato un po’, asciugato e rifocillato e un pensiero si cominciava a formare nella mia testa. del genere, ma sarà quello che è destinato a noi????

per fare la cosa giusta chiamiamo un veterinario che cerca il microchip, non lo trova (ma guarda un po’), e quindi dice che il cane deve stare presso una struttura veterinaria per un numero x di giorni finchè l’eventuale padrone ha la possibilità di reclamarlo, altrimenti viene reso disponibile per l’adozione.

a quel punto la mia felicità è assoluta. sono totalmente sicura che non può essere stata una coincidenza, se quel canetto è arrivato davanti alla porta del mio ufficio. l’esaltazione per il segno ultraterreno mi porta anche a ignorare completamente che volevamo una femmina media e carina e stiamo per adottare un maschio piccolo e onestamente non proprio un adone. niente può fermarmi nel mio slancio salvifico del piccolo meticcio.

niente, tranne ovviamente la comparsa a sorpresa della legittima proprietaria, che se lo riporta, giustamente, a casa.

bene, diciamo noi,  dopo aver asciugato una mini lacrimuccia (anzi due, una pure graziani). siamo contenti per patacca. ora però, ce ne cerchiamo uno tutto nostro. niente padroni che poi suonano campanelli e reclamano diritti (tra l’altro sacrosanti).

a quel punto, ci scateniamo nell’immaginarci il cane dei nostri sogni. fede si immagina in giardino con un rhodesian ridgeback. io sogno di passeggiare in mezzo alle margherite con un border collie, che oltre ad essere un cane di rara intelligenza è pure bianco e nero quindi della juve, il che ci riporta alla rara intelligenza. fede si insospettisce davanti alla foto del border: i tifosi antijuventini hanno un’inspiegabile tendenza ad attribuire a noi bianconeri sempre qualche sotterfugio. io manco me n’ero accorta che il cane era bianconero. 🙂 e quindi tende ad opporsi (fede al border, non il border a fede, almeno, non che io sappia).

la discussione dialettica prosegue per un po’ finchè io ho la geniale idea: fede, perchè non parliamo con un addestratore di cani? loro hanno esperienza di tutte le indoli, magari ci può dare un buon consiglio per il bene del cane e per il nostro.

vi siete addormentati? posso proseguire?

il rhodesian che piace a fede

il rhodesian che piace a fede

il cane più intelligente che ci sia

il cane più intelligente che ci sia

 

 

 

 

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premetto che il mondo è pieno di eccezioni. ma il fatto che le donne e gli uomini abbiano un diverso tipo di approccio verso l’atto di preparare del cibo per qualcuno, questo balza all’occhio anche soltanto osservando la normale vita di una coppia. io me ne sono accorta proprio così: a furia di notare come differiamo fede e io sotto questo aspetto.

mi spiego meglio. se io decido di cucinare un piatto, uno qualsiasi, di cui non ho esperienza, per prima cosa mi procuro una ricetta di cui mi fidi. poi gli ingredienti che questa ricetta prevede (esattamente, precisi precisi, sono capace di fare i salti mortali per non doverne sostituire uno con un surrogato), poi mi metto al lavoro seguendo scrupolosamente le indicazioni, fino al raggiungimento dell’obiettivo.

fede no. lui comincia leggendo sette o otto ricette come minimo. poi esce a far la spesa e compra alcuni degli ingredienti previsti, e alcuni imprevisti. questo perchè nella sua testa lui già lo sa che farà una sua versione, di quel piatto. a quel punto si mette all’opera, come un pittore a mano libera, non pesa nulla, non misura alcunchè. a volte l’obiettivo è un successo di proporzioni planetarie, quale la ricetta non avrebbe mai potuto forse permettergli. altre una ciofeca (raramente, mi tocca ammettere).

parlando con altre amiche ho scoperto che questa situazione è ben lungi dal presentarsi soltanto in casa fedeanna. anzi, è dilagante. è quasi la regola. e quindi ci ho riflettuto un po’ su.

per noi ragazze, seguire una ricetta è il modo migliore di portare a casa, con buon margine di certezza, il risultato desiderato: avere la cena in tavola per i nostri cari. rischi limitati al massimo. spazio all’improvvisazione: il minimo, non sia mai che poi ci viene una schifezza e dobbiamo buttar via tutto e portare la famiglia in pizzeria.

obbedire a una ricetta per un uomo sembra essere l’equivalente domestico di chiedere indicazioni se ci si è persi in macchina. un fastidioso intralcio alla loro autonomia. un’invadenza che va ad urtare il loro spazio creativo. una velata minaccia al loro valore.

avete guardato la lista dei ristoranti che la san pellegrino ha premiato come migliori ristoranti del mondo poche settimane fa? i primi dieci sono uomini. ok, elena arzak di san sebastian, è ottava ed è indubitabilmente una donna. ma una rondine non fa primavera ed è vistosamente un’eccezione in una decina in cui i maschi sono nove.

e, ancora più significativo, avete visto chi sono? conoscete la loro cucina? sono geniali (chi più chi meno) sperimentatori. sono illusionisti del palato. harry potter armati di sifone e di padella. spacciatori di risotti al caffè, lenticchie alla liquirizia e ostriche al profumo di lavanda. di cuochi in senso creativo e cerebrale. e se ci pensate, non hanno fatto altro che  portare alle estreme conseguenze le caratteristiche che anche l’homo cuocus domesticus, nel suo piccolo, mostra nella cucina di casa. (e se le conseguenze sono le stesse sotto tutti gli aspetti, non oso pensare quanto debbano pulire poi i loro commis…capisciammè…)

redzepi sta alle tagliatelle del meloncello come fede sta a me. beh, loro entrambi su una supernova e noi coi piedi a terra, s’intende. ma il principio è quello.

le donne cucinano per nutrire coloro che amano. cucinano per amore. gli uomini vivono la dimensione culinaria come un’altra in cui realizzare sè stessi, rompere schemi e puntare a vette sempre più alte.  cucinano per soddisfazione, per gratificazione. e poi, dopo, anche per amore.

 

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lo so che i compleanni e le ricorrenze delle persone care si susseguono nelle vite di tutti noi. ci sono periodi poi, in cui sembra che i nostri migliori amici si siano coordinati e abbiano pianificato di nascere uno al giorno e uno in fila all’altro. io ad esempio sono sommersa di persone amate  che compiono gli anni in maggio. il problema dove sta? vi domandate.

il problema è lo stesso delle feste comandate tipo il natale: quando il numero di regali che dobbiamo acquistare è notevole…la nostra creatività si inibisce, la nostra vena fantasiosa si secca e finiamo per comprare delle banalate terrificanti.

e qui entro in gioco io, la vostra annette che non vuole che vi dobbiate scervellare per trovare l’idea giusta: ne ho millemila di perfette!!!

avete un amico in cerca di lavoro? regalategli dei biglietti da visita che lo facciano risaltare nella folla degli altri candidati: ad esempio disegnati sullo stile dell’iphone… 🙂

fantastica la slide con scritto “assumimi subito”

alle amiche patite di home design di certo piaceranno tantissimo il porta saponette con decorazioni a bolle

oppure lo specchio decorato come una prestigiosa testata giornalistica internazionale e in cui specchiarsi per comparire ogni giorno in copertina 🙂

be a star

se invece state cercando un pensierino per amici amanti degli aperitivi e dei finger food, tenetevi duri perchè ho scovato il loro sacro graal. voilà. forchettine da dito per prendere dai vassoi i bocconi che più li attirano 🙂

agganciato!!!

un regalo può essere anche l’occasione per  sollevare un po’ lo spirito di qualche amico a dieta. pensate alle sue silenziose rinunce. al desiderio di certi alimenti che non può mangiare, pena il costante allargamento del giro vita. pensate ai momenti difficili in cui sogna torte alla vaniglia… tadààààààn!!! risollevategli il morale con questi spray all’aroma di prelibatezze:

spray al gusto di cibi deliziosi

strappate la linguetta, infilate in bocca ed inalate, un po’ come con quel cosetto dell’asma. pancakes con sciroppo d’acero, gelato al caramello, torta alle pesche: dite il vostro gusto, perchè loro ce l’hanno!

 

i diamanti sono i migliori amici delle ragazze, ma nel caso non rientrassero nel budget che vi siete dati, se la vostra amica è una golosona potete ripiegare su gioielli al gusto di bacon…

o filo interdentale a profumazioni gastronomiche… 🙂

se la primavera risveglia nei vostri cari il desiderio di attività outdoor, regalate loro un pic nic  da poter fare esattamente dove desiderano, senza bisogno di attrezzatura, tavolini, tovaglie e seggiolini vari.

in libertà, così, ndocoiocoio. è un sogno? può essere realtà con questo simpatico paio di pantaloni

che ti offrono un tavolino a tua disposizione ogni qualvolta tu ti sieda per terra a gambe incrociate.

è o non è fantastico? come dite? che aspetto hanno questi pantaloni quando si sta in piedi normalmente? ma che pignoli… ok…sono così

passeranno inosservati i pantaloni con tavolinetto incorporato?

 

se dovete sorprendere qualcuno che non sa stare senza calamitare l’attenzione generale, dategli pane per i suoi denti. che ne dite di un paio di occhiali da sole a forma di stati uniti d’america

oppure una cannuccia per bibite con baffi inclusi?

la primavera, si sa, è una stagione meteorologicamente capricciosa.

per i vostri vicini di casa costantemente innamorati fracichi provvedete a un po’ di riparo. un doppio ombrello alla scendelapioggiamachefa

in modo che possano comodamente continuare a baciarsi senza fracicarsi ulteriormente 🙂

 

avete un cugino facebook-addict? cosa potrebbe piacergli di più della tenda per doccia a tema?

con anche il buco quadrato al posto della foto profilo, così può comparire lui col suo faccione e la cuffia di plastica mentre si lava!!!

 

una vostra amica ama ballare e si lamenta sovente del fatto che in discoteca avere la borsa la impiccia? eccoci qui! questo reggiseno con tasche laterali le permetterà di tenere su di sè l’indispensabile e di scatenarsi indisturbata nelle danze

 

amate la musica? da non voler mai smettere di sentirla? è l’aria che respirate? in alto i cuori. ormai neanche la vostra fisiologia potrà mettersi di traverso tra voi e le vostre playlists

 

la vostra fidanzata è preoccupata per quelle che io chiamo sempre “rughe da amministratore delegato”? regalatele sonni tranquilli e risvegli lisci 🙂

e per finire, gli ultimi due regali. quelli che, sospetto, tra tutti questi oggetti mio marito sceglierebbe per me. e mi sa che c’è poco da vantarsi.

per gli sbadati, quelli che non sanno mai dove hanno messo le chiavi, il portafoglio, gli occhiali da sole etuttilrestappresso, ecco a voi la soluzione definitiva.

questa custodia per iphone è dotata di un sistema ad onde magnetiche in grado di rilevare gli oggetti (fino ad 8) a cui voi avrete preventivamente agganciato questi ciondoli,  magnetici anche loro. e vi mostrerà sul display la loro posizione!

(il problema semmai è che se non trovate il telefono siete del gatto)

e last but not least, per chi la sera ama leggere prima di dormire ma a volte, occasionalmente, in rari casi,  può eventualmente essere capitato  che si addormenti senza riuscire a spegnere la luce, ecco a voi questa bellissima lampada! una volta applicati dei comodi sensori vicino ai vostri occhi, non appena li chiuderete la lampada si spegnerà da sè 🙂

spero di esservi stata utile, e vi struco fortissimo tutti quanti!!!!!

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il venerdì mattina volge al termine. guardo l’ora e penso, dai annette: l’ultimo sprint. l’ultimo scatto che mi porterà dritta tra le braccia del venerdì sera casalingo, uno dei miei momenti preferiti della settimana, uno dei miei pensieri felici quando cerco di volare come peter pan.

che incanto preparare la cena con tutta la calma e la pigrizia che si vuole, sapendo che si può anche mangiare tardi, e andare a letto ancora più tardi, perchè il mattino dopo la sveglia non verrà a toglierci il piumone di dosso. che sublime beatitudine sabato mattina svegliarsi naturalmente, senza obblighi, e poi palugare a nanna e  in giro per casa sorseggiando una tazza di caffè profumato e caldo, come se non ci fosse niente al mondo.

e poi uscire, fare una passeggiata, comprare un libro da adriano, bere un caffè ma al med però, che lì lo fanno buono, non come da quelli lì.

comprare i giornali, quelli veri, quelli di carta, e leggerli senza accendere un monitor luminoso.

aver tempo per tutte le attenzioni che ci piace riversare sui nostri cari e che a volte, durante la settimana lavorativa, per varie ragioni dobbiamo rimandare.

e poi cose semplici, mica niente di speciale. ma la vita è soprattutto questo, le cose che non escono dall’ordinario. i piccoli momenti condivisi. sono questi che costituiscono la vera intelaiatura della nostra memoria e della nostra vita.

pelare un mango maturo e mangiarlo una fetta per ciascuno. fare dei crostini tiepidi e mangiarli davanti alla partita (quest’anno ho potuto ricominciare a farlo: l’anno scorso mangiare davanti alla juve mi bloccava l’appetito). fare una partita a cluedo (gioco vintage, non ve lo ricordate sicuro) ed esultare smodatamente per la vittoria. parlare coi conduttori dei programmi televisivi come se potessero sentirci (spesso per ingiuriarli) e poi ridere tra di noi. vedere che non piove più e decidere che ci va di mangiare in centro.

adesso è ora.

vi lascio a godervi l’imminente fine settimana su una nota buffa. il signor don sammons si è trovato a restare l’unico abitante della ridente cittadina di buford, wyoming  e ha deciso di metterla all’asta, base di partenza 100.000 dollari. che per un terreno di 40 kmq, una casa da tre camere con garage, l’edificio della posta e un’antenna della società telefonica union wireless funzionante e che produce reddito, non è un cattivo affare, forse. tanto è vero che le offerte hanno cominciato ad arrivare da tutto il mondo.

poverino. lì tutto solo, senza nemmeno un baretto per il caffè e una pizzeria…che fine settimana era???? 🙂

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