sfogliare i giornali ultimamente significa affrontare continui déja-vu e provare quella spiacevole costante sensazione di aver già visto come tutto va a finire, ma di non ricordarselo esattamente. un po’ come leggere un libro (di quelli non strafamosi) di agatha christie: anche se l’hai letto venti volte, nel mucchio della sua opera omnia tenderai a riconoscere somiglianze con altre storie, a mescolarle nella memoria e quindi a non ricordare più l’epilogo di quello in particolare. la madre matrona che opprime i figli sarà uccisa da uno di loro nell’intreccio ambientato nella campagna inglese, mentre quella che anima il romanzo ambientato in mesopotamia sarà eliminata, con buona pace di tutti, dal secondo marito oppure dall’ex compagna di collegio.
e quindi mi soffermo ad osservare una foto di marine le pen (cognome che non abbisogna di presentazioni) mentre arringa la folla.
piena di energia, in un qualche modo dotata anche di un fascino giunonico tutto suo, a cavallo di argomentazioni populiste che, seppur fondate sull’ignoranza e la mancanza di visione, non cessano mai di far breccia nei cuori degli elettori meno dotati da quei due punti di vista. le sue tirate piene di passione vertono principalmente su quelle che sono attualmente, secondo il fronte nazionale, le due priorità per la francia: aumentare la sicurezza all’interno (e quindi maggior potere alle forze dell’ordine), e presidiare i confini per evitare l’arrivo di nuovi migranti. e già che ci siamo, cacciare pure quelli che già ci sono.
in una nazione, come tutte le nazioni europee, stretta da questa crisi che non lascia respiro, popolata di persone che cominciano a non riuscire ad intravedere più una luce verso cui dirigersi, parole come queste fanno male.
indicano, neanche troppo velatamente, gli stranieri come colpevoli del malessere generale. propugnano l’uso di maniere forti contro tutti e tutto. parlano il linguaggio di chi non conosce la storia, chi ha maggior pratica con l’uso dell’insulto ed eventualmente delle mani che con il dibattito, chi è argilla in mano ai demagoghi.
del resto, per un paese che ha come motto libertè, égalitè, fraternitè … o si cambia registro o un aggiornamento del motto è d’obbligo. direi che égalitè potrebbe essere sostituito con colossale e incolmabile divario: salariale e di diritto, tra classi sociali.
libertè va tolto: mettiamo invece privilegio e abuso di privilegi.
sulla fraternitè, col vostro permesso, preferirei stendere un pietoso velo.
poco sorprende allora, che la giovane signora le pen abbia riportato in pochi anni un successo che ha dell’incredibile, trascinando il fronte nazionale al 18% e al terzo scalino del podio dei partiti francesi. semmai sorprende che la sinistra, vista la mala parata e una volta deciso di contrapporle un estremista di pari baldanza e carisma, non sia riuscita a reperire nient’altro che il povero mélenchon,
che, accanto alla bionda combattente, può solo riportare alla nostra affranta memoria il ricordo di quando la sinistra in italia, ai comizi infiammacuoripadani di umberto bossi, rauco e rude, contrapponeva l’eloquio composto e refrigerante di piero fassino (con tutto il rispetto immenso per piero fassino, s’intenda).
e a ben pensarci, guarda un po’: lei aizza i suoi sostenitori chiedendo a gran voce l’uscita dall’euro, e la chiusura dei cancelli della francia, neanche fosse il villaggio di asterix. e fuori chi c’è? il nemico, i romani. e la lega? che cos’ha sempre fatto?
populismo, temi che accendono gli animi a colpo sicuro, demagogia. incapacità di vedere i lati positivi dell’unione tra paesi europei, che non è perfetta, questo è certo: ma che, migliorata, tutela ognuno di noi molto di più che un chi fa da sè fa per tre.
la banca centrale europea ha, a mio parere, in questo momento una grande e grave responsabilità.
se la crisi economica e finanziaria continuerà a pesare così insopportabilmente sulle spalle di tutti i cittadini, senza che un aiuto dall’alto intervenga, e oltretutto in modo così prolungato, non potrà altro che spingere l’elettorato verso estremismi pericolosi (almeno, quella parte di elettorato che non si è ancora suicidata). basta guardarsi intorno: la le pen prende il 18% in francia e ad atene entrano in parlamento i nazisti dell’alba d’oro. manifesto politico? avete indovinato: fuori dalla grecia gli immigrati, e più tolleranza nei confronti delle maniere forti che dovranno colpire stranieri, omosessuali e non so quali altre categorie di fortunelli. che bellezza.
ricordate quanto poco lungimiranti furono i francesi alla fine della prima guerra mondiale? imposero alla germania costosissime riparazioni di guerra: giuste, sacrosante, perchè la germania la guerra l’aveva scatenata. ma che soffocavano a tempo indeterminato qualsiasi ripresa economica del paese. e anche in quel caso, populismo e rivendicazioni nazionalistiche trovarono terreno fertile, e portarono, sciaguratamente alle condizioni che favorirono lo sviluppo del nazismo.
quindi, ripetendo le parole di miguel de unamuno che già vi ho citato: se “el fascismo se cura leyendo, y el racismo se cura viajando”…per l’amor del cielo, leggiamo. viaggiamo.









