questo non è un post, è un comunicato.
da parte mia, con tutto il cuore, ai politici, banchieri, economisti, filosofi e tuttologi che ormai hanno letteralmente saturato ogni spazio di etere.
“signori,
…no, signori proprio no.
esseri umani,
…bah, umani…
esseri:
vi scongiuro di smetterla di insultare i nostri cervelli affannandovi tutti quanti, da ogni direzione, da ogni schieramento, a dire qualcosa di giovane.
lo dite solo perchè qualche stipendiatissimo presunto genio del marketing all’interno del vostro staff vi ha suggerito che al momento quella è la parola chiave. l’argomento che differenzia. quello che scalda le speranze. quello che fa scaturire consenso come acqua di fonte dal monviso.
aprite gli occhi: non differenzia una cippalippa. state parlando tutti del futuro dei giovani. quel futuro di cui non ve ne è allegramente importato un ciufolo fino ad oggi e di cui chiunque sano di mente si rende conto che non vi importa nemmeno ora.
solo che il capo ufficio stampa vi ha messi in guardia. stiamo perdendo consensi tra i giovani, vi ha detto. è strano a dirsi ma la popolazione sotto i 40 non crede più molto alle vostre parole. che dipenda dal fatto che non riescono a trovare un posto di lavoro dignitoso (e spesso anche non dignitoso)? e sì che gliel’abbiamo detto di smetterla di essere choosy. che dipenda dal fatto che le opportunità di farsi strada nella vita le avete sbarrate in buona misura voi e la vostra cronica disastrosa mancanza di qualsiasi meritocrazia?
se allarghiamo fino agli under 50 l’imbufalimento generale aumenta. perchè quella è gente che sono trent’anni che versa contributi, e molti. e vede la sua speranza di avere un giorno una pensione di anzianità e potersi ritirare per gli anni d’argento sull’isola di ischia a passeggiare al molo la sera con coniuge o gatto o cane o tuttetrenzième dissolversi ogni giorno di più. alla faccia dei sacrifici.
fatela finita.
non siete giovani. siete vecchi. decrepiti.
e quel che è peggio, la vostra età influisce pesantemente sulle decisioni che avete preso, per decenni, e continuate a prendere oggi per il paese.
è inutile girarci attorno: a voi dei giovani non importa nulla.
la vostra visione arriva fino al vostro span di esistenza, che, grazie al cielo non è eterno. anzi, sta ticchettando.
lo standard di vita di questo pianeta non è più sostenibile, e voi a cosa pensate? a fare i conti se voi personalmente la svangate prima di esalare l’ultimo. Après moi, le déluge. guarda quanto sono furiosa, parlo perfino francese.
grazie, di cuore. per aver causato la bolla finanziaria che ha innescato questa profonda, mortificante crisi. per aver sperperato il denaro che vi siete presi dalle nostre buste paga. per non aver ancora speso invece un euro per individuare fonti di energia alternative, ad esempio, visto che il petrolio ormai è finito. ma altri dieci anni durerà, e quindi a voi cosa importa? se la vedano le future generazioni. quelle senza uno stipendio sicuro. quelli senza contratto. quelli che non gli danno neanche la tessera della biblioteca comunale, figuriamoci un mutuo.
grazie per aver massacrato ogni forma di cultura in regioni intere. per aver spento la luce sulla ricerca. per aver calato le braghe a bruxelles su temi che mettevano in ballo grandi interessi del nostro paese. incompetenza? in parte forse sì. ma ho paura che sia stata più mancanza di impegno.
che tristezza che mi fate. e che rabbia.
per il momento, plus ça change plus ça reste la même chose.
scilipoti ricompare in abruzzo (chissà se ha estinto il mutuo che lo costrinse a votare la fiducia a berlusconi), cosentino minaccia che se non ottiene un seggio in parlamento va dritto in galera e li trascina tutti con sè (e di fronte a una simile minaccia nessuno dice nulla). grillo bacchetta tutti e tuona e fulmina ma poi a parma manco sapevano dove cominciare per creare una giunta. mariomonti, l’uomo meno empatico del pianeta, il più gelido e indifferente che riesco a immaginare, decide che la tattica fornero aveva dato buoni frutti e si commuove in pubblico. dovevano avergli spennellato gli occhiali di cipolla.
…non so più come insultarvi. fatela finita. risparmiateci almeno la mortificazione di vedervi fingere che il futuro di questo paese vi importi anche solo un po’.
finalmente sei tornata. Temevo fossi andata in pensione
che bello ritrovarti pani, smuackkk
niente pensione, per ora. solo, abbiamo traslocato tra dicembre e gennaio. no comment.
mi siete mancati, fortebraccio. sia tu che pani
BEntornata, e devo dire che sei tornata alla grande!!! Con tanta grinta direi!”