andy warhol disse che la società, il mondo e la comunicazione stavano cambiando al punto tale che presto per ognuno di noi ci sarebbero stati 15 minuti di popolarità. non si è sbagliato di molto: solo che i minuti non sono stati distribuiti proprio proprio così equamente, e purtroppo non sempre sono finiti nelle mani di chi li avrebbe meritati. la sua citazione spesso viene tirata in ballo per giustificare la ribalta di totali nullità tipo i protagonisti dei reality o del gossip spiaggereccio.
non voglio 15 minuti di questa popolarità.
e voi?
certo, se fosse possibile sognare… e vivere davvero una fantasia di quelle che non abbiamo mai avuto la speranza di poter realizzare…
ognuno di noi ha dentro di sè alcuni desideri nascostissimi e a volte molto intimi (ma non necessariamente) che si proietta solo sul suo privato schermo del cinema (multisala, almeno nel mio caso) “the brain”. castelli in aria in cui siamo al massimo di ciò a cui aspiriamo. a volte molto frivoli, eh. ma che ci danno un assaggino di quella sensazione di onnipotenza e di poter smuovere montagne. di quella sensazione di stare sulla cima e guardare tutto dall’alto. di sentirsi proprio al posto giusto e al momento giusto.
in genere poi a guardare il film a mente fredda queste fantasie fanno parecchio ridere. ed è giusto così.
ok, allora oggi vi faccio un po’ ridere io…e ve ne dico un paio. ma dopo tocca a voi.
film n.1
sono il numero 10 della mia squadra.
è sera.
sono nel corridoio coi miei compagni aspettando che sia il momento di imboccare il tunnel e scendere in campo per una partita di champions league.
il momento è arrivato.
la tensione è alta.
appena poso il piede sull’erba 40.000 persone si alzano in piedi
contemporaneamente,
e gridano il mio nome , ANNETTE! ANNETTE!
non riesco neanche a vederli bene, i fari mi accecano e sono concentrata. vedo gli striscioni dei miei tifosi, ma ho il cuore in tumulto.
sono il loro capitano.(fine del sogno ad occhi aperti)
film n.2
sono il batterista che ha l’immensa fortuna di accompagnare bruce springsteen in un concerto dal vivo.
e già fin qua mi sembra che basterebbe.
ma in realtà non basta mai, il sogno va sempre fino alle stelle.
perchè non è solo il fatto che sono il suo batterista.
è che tra trenta secondi suoniamo “because the night” e io sono già fuori di testa
can’t hurt you now, can’t hurt you now…tadadadadadadada (fine del sogno)
ne ho anche parecchi altri, ma voglio prima sentire i vostri

Ah! Ma questi sogni ad occhi aperti li fai ancora adesso? Non ci credo. Io il primo lo facevo in età scolare, il secondo nell’adolescenza. Ora…sogni ad occhi aperti non li faccio, o meglio, quelli che ho sono contingenti ad alcune situazioni. Poi, se non si realizzano poco importa, li ho coccolati così bene che mi sembra di averli vissuti veramente
non smetterò mai
io da sempre sogno di essere un’atleta all’inaugurazione dei giochi olimpici, uno di quelli, per capirsi che lo vedete all’inaugurazione, ma anche alla chiusura…il podio? è per quelli che lo fanno di mestiere.
sogna in grande, mike. sogna l’oro