tasseranno le bevande gassate zuccherate.
d’altra parte, dopo aver portato la benzina a sfiorare i due euro al litro dovevano per forza cercare un altro osso da spolpare, altrimenti entro un mese avrebbero visto la coda fuori dal cancello di ogni venditore di auto. e pletore di italiani che, stanchi di essere dissanguati, rinunciano a quella comodità, la vendono e cercano soluzioni alternative. sospetto che questo scenario non farebbe miracoli per la sopravvivenza del settore automobilistico. marchionne dovrebbe vendere i maglioncini e ridursi a girare in camicia nei freddi inverni di detroit.
l’alcol e il fumo li hanno tassati ripetutamente in questi anni. lo faranno anche questa volta, ma non basta più.
e quindi? si sono riuniti tra loro e hanno riflettuto e riflettuto per giorni e giorni. poi l’idea geniale: selezioniamo altri comportamenti impopolari agli occhi dell’opinione pubblica, magari potenzialmente dannosi per chi li mette in atto. così i tassati non potranno contare su molta solidarietà, anzi, verranno messi alla gogna, e noi faremo un bel po’ di soldi.
“già- avrà detto uno di loro- ma se tassiamo ulteriormente il fumo c’è il rischio che in troppi debbano smettere e questo ci porti a un dannoso calo di entrate dal monopolio”. “se vietiamo i videopoker e le slot machines, come faremo senza quel pozzo di soldi che ne ricaviamo?”, avrà osservato un altro. “niente panico- sento scandire calmo e sicuro il genio di prima- facciamo come al solito. un colpo al cerchio e uno alla botte. i videopoker li vietiamo a 500 metri dalle scuole. tanto che cambia? il grosso dell’utenza non sono i pupetti: e poi comunque anche i pupetti girano per la città, mica stanno inchiodati fuori della scuola.”
“e che ne dite di tassare i cibi ipercalorici e le bevande gassate? anche quelli sono malvisti da una grossa fetta di popolazione, e sono tutti beni di largo comsumo, quindi ci potrebbero fruttare parecchio”. “naaaaa- dice un altro, quello con un superstite ologramma di coscienza- questa è troppo grossa. come la motiveremmo ai cittadini?” “nel solito modo. che lo facciamo per il loro bene. per la loro salute. che siccome non si sanno regolare da soli, ci pensiamo noi a mettere i paletti. risultato: piovono denari nelle nostre casse e l’opinione pubblica ci osanna perchè ci occupiamo del benessere della popolazione”.
vietare, vietare, vietare. ho l’impressione che, rispetto a quando ero piccina io, i divieti si siano moltiplicati esponenzialmente. e i problemi, anzichè migliorare, sono molto peggiorati.
quando avevo 16 anni e, ve l’ho già raccontato, scoprii che in california i miei coetanei consideravano ubriacarsi una forma di divertimento in sè, ne rimasi sconcertata. in italia non c’era una soglia di età per accedere al bicchiere di vino a tavola. era il buonsenso e la tradizione di famiglia a decidere (non guardate me
) e nessuno dei miei amici si sarebbe mai sognato di farlo deliberatamente. in usa il divieto era in vigore, per i minori di 18 anni; e faceva scattare istantaneamente il desiderio di trasgredire.
la realtà è che una via per aggirare controlli e divieti, in europa come oltreoceano, la si trova sempre. la fantasia non ha limiti. se non vengono venduti gli alcolici ai minori di 18 anni, si incaricherà un fratello maggiore di provvedere per tutti. se il test del palloncino è il nemico, l’alcol verrà assunto versandoselo negli occhi: tanto quel che conta è l’effetto sballo, no? chi se ne frega di berlo. di quale dimostrazione abbiamo ancora bisogno per capire che non è questa la risposta?
l’educazione è la risposta.
tassatele pure, le bevande gassate. se le madri dei bimbi obesi non hanno ritenuto di contingentargliele finora e di mandarli a fare ginnastica al pomeriggio, davvero credete che non cederanno, pur con sacrifici, davanti alle lamentele e ai rumorosi capricci della loro robusta prole? guadagnerete molto denaro, questo sì. ed essendo questo il vostro scopo, direi che è un successo completo.
ma fate un passo indietro e riflettete seriamente su questa domanda: è davvero giusto che l’educazione venga impartita per legge?
ah, e poi, fatemi il piacere: questa ipocrita bufala della nostra salute…insomma…avete capito

e io che usavo la cocacola per togliere il calcare dai sanitari ???MI COSTERA’ UNA CIFRA LA MANUTENZIONE DEL BAGNO!!
tesoro, temo di sì
temo di no, non l’hanno capito. Ed è peggio.
dobbiamo essere più espliciti, dici, pani??? bentornato dalle ferie!!!