la giacca di diego della valle contro il maglioncino di sergio marchionne. e dire che qualche anno fa, se mi avessero dato un sassolino per votare l’imprenditore più capace tra i due l’avrei messo nella coppetta di greasy sergio. come avrei sbagliato.
perchè alla prova dei fatti, e premesso che trattasi di realtà diverse, imparagonabili e con storie del tutto dissimili, è un fatto che ricciolo unto, per far quadrare i suoi conti, si è fatto beffe dei lavoratori, dei sindacati, del governo, di confindustria e delle leggi. ha ottenuto agevolazioni con la promessa di non delocalizzare, e poi ha delocalizzato. ha ridotto sensibilmente le sicurezze, i diritti e il benessere dei dipendenti. questo, ad onor del vero, lo ha potuto fare grazie alla collaborazione imprescindibile del sistema sindacalistico italiano, che riesce sempre nell’ardua impresa, irraggiungibile per i più, di vessare i datori di lavoro su cose di scarsa rilevanza e contemporaneamente mancare in pieno l’obiettivo di tutelare i propri iscritti nei diritti che hanno per legge. l’inefficienza dei sindacati italiani e la miopia che impedisce loro di svolgere la loro reale funzione è ormai ufficialmente imbarazzante.
tutto questo, per poi alla fine non portare neanche a casa i risultati attesi, e mettersi a frignare sui giornali puntando il dito sui tedeschi di volkswagen (fosvaghe, come dice la mia mamma) rei, secondo lui, di rubargli fette di mercato sue (in base a quale diritto, poi?), con una politica di prezzi scontati eccessivamente aggressiva. abbello, verrebbe da dirgli: benvenuto nel libero mercato. nei periodi di contrazione dei consumi o si trovano nuovi clienti o si conquistano quelli degli altri. tu non stai facendo nè l’una nè l’altra cosa, che volemo fà?
tedeschi che hanno, poi, per la cronaca, adottato un approccio del tutto diverso dal suo. maggior attenzione al design dei modelli proposti, grandi garanzie sulle dotazioni di sicurezza, il tutto a un prezzo se non abbordabile, perlomeno accessibile a molti e con un rapporto costi/qualità nettamente positivo. produzione in germania, operai contenti con stipendi aumentati e contratti che li fanno vivere sereni. e, immagino, orgogliosi di appartenere ad un’azienda come quella.
oggi leggo che il dott. diego della valle ha deciso, in ragione del “momento particolarmente difficile”, di regalare ai propri dipendenti un contributo da 1400 euro, un’assicurazione sanitaria e il rimborso della spesa per i libri di testo dei figli.
il primo trimestre del 2012 gli è andato bene, ha aumentato dell’8% i suoi ricavi e ha voluto mostrare così la sua considerazione per i dipendenti e la sua vicinanza alle loro famiglie. gli costerà 7-8 milioni di euro, questo gesto generoso, e bisogna dargliene atto: nessuno se lo aspettava.
da quando si è comprato amauri levandocelo dalla vista ha cominciato a piacermi un po’ di più, e oggi gli riconosco di aver fatto una cosa giusta e bella. lasciate stare il perchè. immediatamente, all’annuncio di questa decisione si è scatenata l’orda dei malpensanti: lo fa perchè si vuole candidare alle prossime elezioni. lo fa per coprire altre magagne delle sue aziende. lo fa perchè vuole delocalizzare su marte appena avrà conferma della presenza d’acqua.
fatela finita, a volte un’azione generosa può anche essere apprezzata così com’è. senza doverla per forza analizzare col luminal e senza volerci costruire sopra ogni sorta di diabolico progetto.
sono sicura che chi fa scarpe alla tod’s oggi cammina a testa alta, sapendo che il suo datore di lavoro ha veramente a cuore l’azienda da capo a piedi, in ogni sua parte, e vuole che prosperi lei e tutti coloro che vi appartengono…