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Archivio per 10 luglio 2012

che sicuramente, dal momento che sono sia bionda che inabile alla comprensione dei meccanismi finanziari, sarà una domanda inappropriata, sciocca e alla quale chi ne sa più di me darà facilmente risposta. e infatti questo io attendo.

qualche giorno fa esplode lo scandalo del tasso libor, il tasso di riferimento che adoperano le banche  per scambiare denaro (per lo più sterline e dollari) tra di loro, generalmente la notte, a mercati chiusi per evitare turbative. insomma, salta fuori che i banchieri della barclays lo taroccavano a loro gusto e per le loro finalità: lo alzavano se dovevano prestare, lo abbassavano se dovevano chiedere soldi. favorivano i traders amici, i quali speculavano sulle variazioni del tasso, e in cambio li ripagavano in casse di bollinger. nascondevano la sfiducia che le altre banche nutrivano sulla solidità di barclays.

tramite delle e mails il giochino viene scoperto. il presidente si dimette, nella speranza di salvare l’amministratore delegato, ma la patata è troppo bollente stavolta, e così anche il sig. diamond fa fagotto e lascia il suo posto.

tenete conto che il giro di contratti che si basano sul libor ammonta a circa 350 mila miliardi di dollari (lo scrivo in parole perchè in numeri non sono mica capace), 5 volte il pil dell’intero pianeta.

bernie madoff diventa all’improvviso un pupetto dell’oratorio, se inquadrato accanto al raggiro organizzato da questi ragazzotti qua.

tutti ora si scandalizzano, il premier cameron assicura che verranno presi provvedimenti e ci sarà in futuro maggiore controllo.  la realtà è che a pagarne le spese, di questa ennesima porcata, non saranno le banche ma i loro comuni correntisti. quelli che hanno acquistato i loro fondi d’investimento tossici usando i propri risparmi. noi, insomma. tanto per cambiare.

barclays ha chiuso il caso accettando una multa da 490 milioni di sterline, impostale dall’autorità finanziaria britannica. i suoi vertici hanno dato le dimissioni, e diamond, bontà sua, ha acconsentito, dietro suggerimento molto saggio, a non fare richiesta dei 20 milioni di euro di buonuscita che gli spettavano.

e qui arrivo alla domanda (perdonate la premessa, effettivamente un po’ lunga). posto che questi signori con ogni probabilità non pagheranno in alcun altro modo per le loro malefatte (i loro “soci” riscrivono le leggi prima ancora che i crimini vengano commessi), quei 490 milioni di sterline, dove andranno a finire? a risarcire i risparmiatori o titolari di mutuo derubati?

illusa, eh?

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