in campo non scendono più platini e maradona; i guizzi e la fantasia hanno perso il primato nei confronti della forza fisica e della muscolarità. d’altra parte, di che ci meravigliamo? non è successo forse lo stesso col tennis? le braccia di rafa nadal vi ricordano in qualche modo quelle del giovane mcenroe?
sabato sera siamo andati al cinema a vedere “midnight in paris”, il nuovo film di woody allen. è una storia surreale, di un giovane sceneggiatore di hollywood che decide di smetterla con i film di cassetta e coi guadagni miliardari: vuole scrivere un vero romanzo, vivere a parigi in un piccolo attico, meglio se con la pioggia a creare l’atmosfera. beh, per essere proprio il massimo dovrebbero anche essere gli anni venti, ma capisce di chiedere l’impossibile.
ma lo è davvero? impossibile, intendo.
perchè proprio a parigi, una sera, discretamente sbronzo, lascia la compagnia della sua futura moglie (fedifraga, mi permetto di aggiungere) e di una coppia di pedanti creature , un maschio e una femmina, amici suoi, e si incammina per la città. allo scoccare della mezzanotte un’auto d’epoca gli si para davanti, e dei giovani vestiti in modo molto vintage e con dei calici di champagne in mano lo invitano ad unirsi a loro. il disorientato californiano si lascia convincere e fa così la conoscenza di zelda e scott fitzgerald, ernest hemingway, cole porter, gertrude stein, pablo picasso e una serie sterminata di protagonisti della vita culturale del novecento (tra tutti, una menzione speciale all’esilarante salvador dalì. e una standing ovation al direttore del casting: gli attori erano incredibilmente somiglianti alle foto degli originali…).
insomma, il suo sogno si avvera. ogni notte può attendere l’auto a quell’angolo di rue ed entrare nell’epoca storica che lo ha sempre elettrizzato. come adesso entrare in uno stadio e veder ancora in campo diego armando dei bei tempi (sogno per sogno magari con una maglia bianconera).
conosce anche una donna, adriana. e se ne innamora.
ed è proprio grazie a lei che si arriva a quello che secondo me è il punto chiave del film. una sera, mentre passeggiano e lui le sta dichiarando il suo amore, che lei ricambia, vedono passare una carrozza trainata da cavalli che si ferma e fa scendere un uomo che fa loro cenno. è l’equivalente della macchina d’epoca che porta l’aspirante scrittore negli anni venti a passare le serate con i suoi idoli letterari: la carrozza di adriana li porta entrambi nella belle époque, a cena da chez maxim con lautrec e degas, in quella che secondo lei è la vera epoca d’oro di parigi. e una volta lì, rapita dalla realizzazione del suo desiderio, chiede a lui di restare lì con lei per sempre. alla fine dell’ottocento.
pur tentato, gil rinuncia, perchè capisce che non c’è limite alla nostalgia. che non c’è partita tra un passato che ormai abbiamo compreso, metabolizzato e imparato ad amare, e un presente in divenire, che spesso non è comprensibile, che a volte giudichiamo in modo errato. tra quello che ci fa sentire sicuri, e ciò che invece è ancora poco chiaro. capisce che se resterà lì presto o tardi arriverà un mezzo di locomozione ancora più antico a portare loro e chissà chi altro in chissà quale altra epoca storica. e poi, dove ancora?
colpita, affondata. sono una nostalgica di talmente tante cose. la televisione mi sembra peggiorata negli ultimi due decenni in maniera irreversibile. l’arte mi sembra aver perso l’amore per la bellezza e aver acquisito, al pari della televisione, solo tanta volgarità. volgarità e mediocrità mi sembrano essere le linee guida della nostra società.
ma non sarò anch’io come adriana? non voglio chiudere gli occhi di fronte al presente per non dovermi sforzare di capirlo, e guardarmi solo indietro. io voglio andare avanti.




eh…più si invecchia più si diventa nostalgici. A volte anche i bei ricordi sanno fare male
Buongiorno Anna,
la mia speranza è che non siamo gli unici a svegliarci da questo sogno “incantatore” , se il presente è mummificato e stantio di certo la colpa è nostra, però siamo ancora in tempo per reagire e riprenderci un pò di dignità.
giorgio, bentornato!!!!
che gioia ritrovarti qui. hai ragione, speriamo che siano in tanti ad aprire gli occhi…
Grazie Anna, è un vero piacere, in realtà leggevo i tuoi post ma sempre in colpevole ritardo…….^__^ merito la gogna!
niente gogna, anzi, un grande abbraccio di bentornato
……piano che sono incline alla commozione!!
..anche se alla lacrima facile preferisco il Lacryma Christi!
buongustaio
Sicuramente sono i film di Woody Allen che non sono più belli come un tempo.
bellissimo annetti, come sempre. Come si dice qui I’m always looking forward to your annachef’s blog. quando pubblicherai un libro?
grazie, sei un’amica!!!
in realtà Mariateresa, Anna un libro l’ha già scritto … però vorrei fosse lei a parlartene …
mati, non darle retta… straparla, poverina…