magari vi starete dicendo che stamattina la vostra annette dovrebbe fare chiarezza dentro di sè, prima di scrivere un titolo che è lungo come i promessi sposi. eppure, se seguite il mio processo mentale (oddio, mentale per una bionda, quindi non fatevi eccessive illusioni) capirete che è perfettamente logico.
comincio con una specie di outing che mi costerà a vita la vostra stima. a momenti mi costava anche quella del mio principe azzurro ma lui, contro ogni previsione, si è limitato a sorridere e spero che facciate così anche voi. vado (andavo, devo ormai purtroppo dire) matta per la trasmissione di cui regolarmente non ricordo il titolo ma che sicuramente vi verrà in mente se vi dico che è condotta da frizzi e prevede che un concorrente attribuisca a 10 sconosciuti che ha davanti, la loro rispettiva appartenenza a una categoria professionale. lo so che è un gioco scemo, e non sono neanche brava: ma mi diverto da morire.
sapete come funzionano i telecomandi, no? se tu, da bravo ecocompatibile, spegni il televisore prima di andare a letto, quando pigi on/off il giorno dopo visualizzerai sullo schermo il canale che per ultimo hai visto alla sera. e quindi a noi ricompariva rai uno e ci passava la voglia di guardare la tv. soprattutto quando capitava durante l’orrenda, incommentabile, indigesta nonostante la brevità, trasmissione di giuliano ferrara.
ora che frizzi è finito almeno una cosa c’è di buono, e cioè che il nostro televisore si accende su la7. mi piace questa emittente. mi piace la serietà con cui hanno costruito il loro palinsesto. con certe trasmissioni sono in maggiore sintonia che con altre, ma in linea di massima le trovo tutte ben realizzate e condotte da professionisti seri. e il pensiero che mentana e minzolini fanno lo stesso mestiere mi provoca un boresso (per i non veneti: scoppio di ilarità) che è in grado di raddrizzarmi anche una giornata storta.
bene, dopo questa (lo ammetto) logorroica premessa (ma che era funzionale a spiegarvi perchè il mio pensiero era partito dal telecomando come oggetto), eccomi al punto. ieri sera pigio on/off e mi compare davanti, bella come un pomodoro pachino e tagliente come una roncola di berti, lilli gruber. otto e mezzo, si chiama la trasmissione. parlava di manifestanti, proteste, tav, non tav e tuttilrestappresso. e qui arrivo rapidamente all’ultima parte del titolo. non sono mai tutti buoni o tutti cattivi.
otto e mezzo ha esordito con questo video.
l’ho visto e mi ha lasciato senza fiato. sono rimasta senza parole. mi sono sentita disgustata e mi sono vergognata per lui.
perchè della violenza, dell’arroganza e dell’abuso della loro posizione che praticano le forze dell’ordine si fa sempre un gran parlare. ed è giusto. è sacrosanto che se i tutori della legge, quelli che dovrebbero proteggere la nostra incolumità, vengono pescati a minacciare o bastonare persone che non possono difendersi, a volte senza nemmeno una ragione che motivi questa reazione e che sia causata dal malcapitato, appunto, è sacrosanto che vengano messi davanti alle loro responsabilità e alle loro azioni. nella speranza che ciò possa non accadere più.
ma vi giuro che all’arroganza, alla sfacciataggine, alla mancanza di rispetto di questo emerito testa di cxxxx non ero preparata.
per fortuna non mi trovavo al posto dell’agente, perchè io non ci metto la mano sul fuoco che gliel ‘avrei fatta dire due volte la parola pecorella. se io fossi stata al posto suo, la pecorella avrebbe fatto ingoiare i denti a quell’insolente in un battibaleno. per fortuna io ero qui. e lì c’era un agente che non ha scelto quel mestiere per darsi importanza o far pesare il suo potere sugli altri. non lo ha sicuramente scelto per diventare ricco, come gli fa notare anche il simpaticone cui mi sarebbe piaciuto lasciare un segno di me, ad esempio l’impronta della mia fronte sul suo naso. un agente che ignora tutto quello che sente, e con lo sguardo pieno di dignità resta lì in piedi, immobile, in silenzio, pronto ad agire se necessario e a mettere sul piatto la sua persona per convinzione, non per 1300 euro al mese. ma questo mister-so-tutto-io non lo sa.
quindi puniamo chi abusa della propria posizione per sopraffare, umiliare, danneggiare gli altri. da qualsiasi parte venga. perchè non ci sono solo poliziotti cattivi e manifestanti buoni. nè viceversa.
e nel caso prima o poi (speriamo mai) sulla sua strada questo sobillatore provocatore dovesse trovare qualcuno di meno paziente dell’agente di cui sopra, fatemi una gentilezza. non fatemi scoprire che gli intitolate una piazza.













