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sulla rete non circola ormai più altro. gli utenti sono scatenati.

ogni quindici secondi riceviamo una notifica da parte di qualcuno che per la milionesima volta ha condiviso su twitter, o su feisbuc o chissaddove la richiesta perentoria che il governo risparmi il denaro destinato alla parata del 2 giugno (2 milioni di euro) e quello che il comune di milano ha stanziato per la visita del papa (3 milioni di euro) per riversarli invece a lenire i gravi disagi che stanno vivendo ora le persone che, a causa del sisma in emilia-romagna, hanno perduto tutto. casa, lavoro. acqua potabile, corrente elettrica. il sonno, da tanta che è la paura. idea sacrosanta, credo che ogni singolo italiano la controfirmerebbe immediatamente.

e invece la reazione del colle e del parlamento tanto per cambiare ci sorprende.

demagoghi!!! urlano i politici, tutti,  difensori dei finanziamenti per le manifestazioni. e poi comunque, continuano, è inutile discuterne ora. i soldi sono già stati spesi. (spesi, o intascati…più facilmente intascati, se conosco i miei polli…)

annullate tutto, oppure veniamo a tirarvi i pomodori alla parata!!!,  strillano i contestatori che vogliono veder spesi meglio i soldi pubblici (e come dare loro torto? detto tra di noi, sull’ordine pubblico durante la manifestazione non scommetterei una cippalippa)

la parata si farà, sentenzia napolitano, ma sarà sobria (niente majorettes???) e dedicheremo la celebrazione alle vittime di questa sciagura. (ma presidente!!!! che se ne fanno gli sfollati della dedica??? caspita, lei è veramente una grossa, grossissima, enorme, gigantesca delusione)

aiuteremo comunque gli sfollati, tranquillizza gli animi il serafico mariomonti. e finanzieremo gli aiuti aumentando l’accisa della benzina, per cominciare. poi se mi viene in mente qualcos’altro da tassare ve lo dico.

……….

signori, io non me ne intendo. se voi dite che il denaro destinato a quei due eventi ormai è già stato speso ed è impossibile cancellare tutto e rientrarne in possesso,  nonostante la necessità nasca da una calamità improvvisa e imprevedibile, allora sarà così. forse avete stipulato contratti che non prevedono clausole di forza maggiore. in futuro vi consiglio di scriverli meglio, i contratti, visto che li scrivete a nome nostro.

dove però mi infurio e vi prenderei tutti a calci nel sedere è a monte (non monti, non stavolta).

la crisi in cui il paese si trova non è roba di quindici giorni fa. le persone che si suicidano perchè non riescono a tirare a campare non hanno cominciato a farlo lo scorso fine settimana.

e allora perbacco (e non fatemi essere volgare), a cosa stavate pensando quando quelle cifre sono state stanziate? quali parole hanno percorso le vostre menti quando avete apposto (chi realmente, chi solo per metafora) le firme sui preventivi? qualcosa sul genere “ecco, sì. due milioni è una cifra onesta: non è il momento di esagerare”?

mi rispondete che il problema in fondo non è questo e che  i conti dello stato non si sanano con 5 milioni di euro? lo sappiamo. ma date almeno un segno!

invece che spenderli per festeggiamenti assolutamente non indispensabili, perchè non utilizzarli in altro modo?

il terremoto e i 14.000 sfollati che hanno bisogno di tutto non erano prevedibili: e questo secondo voi giustifica lo spreco di denaro? soprattutto  in un momento in cui decine di migliaia di persone perdono il lavoro, e lo perdono perchè i conti pubblici sono in un tale sfascio che per rimetterli in ordine non siete capaci di fare altro che tassare le aziende. e le aziende, schiacciate dalle contribuzioni dovute,  cosa finiscono per dover fare? lasciare a casa dipendenti. e via così.

mi state dicendo che in questa situazione, che era quindi già tragica senza il terremoto, figurati poi ora, non c’è stato un singolo cristiano lì in mezzo che abbia detto, no, dai forse su questo possiamo anche risparmiare. spendiamoli meglio. per scopi più urgenti, tipo saldare i conti aperti dello stato con tantissime imprese in italia, aziende che stanno collassando a causa della vostra abitudine ormai cronica  di non pagare puntualmente i debiti coi privati. anzi, di non pagarli affatto. (diventate invece precisi e puntuali al momento di riscuotere i crediti, guarda un po’).

non sono una demagoga e proprio in quanto tale posso dirvi: vergognatevi. smettetela di nascondervi dietro al filo d’erba del cataclisma inaspettato.

fate un passo avanti e comportatevi da uomini, se ci riuscite.

l’unica vostra risposta fino ad oggi, davanti a qualsiasi emergenza,  è stata “aumentiamo le tasse ai cittadini”, “salvaguardiamo lo status quo”, e “alziamo questa o quella accisa”.

non abbiate la sfrontatezza di pronunciare la parola “solidarietà”. voi non sapete cosa sia. gli italiani, invece,  lo sanno e da ogni direzione ci siamo già mossi per dare il nostro piccolo o grande contributo (a proposito, mandate tutti, vi prego un sms al numero 45500. sono solo due euro, ma due euro di tutti diventeranno una cifra che farà la differenza!!!)

il duomo di mirandola. mi si stringe il cuore.

premetto che il mondo è pieno di eccezioni. ma il fatto che le donne e gli uomini abbiano un diverso tipo di approccio verso l’atto di preparare del cibo per qualcuno, questo balza all’occhio anche soltanto osservando la normale vita di una coppia. io me ne sono accorta proprio così: a furia di notare come differiamo fede e io sotto questo aspetto.

mi spiego meglio. se io decido di cucinare un piatto, uno qualsiasi, di cui non ho esperienza, per prima cosa mi procuro una ricetta di cui mi fidi. poi gli ingredienti che questa ricetta prevede (esattamente, precisi precisi, sono capace di fare i salti mortali per non doverne sostituire uno con un surrogato), poi mi metto al lavoro seguendo scrupolosamente le indicazioni, fino al raggiungimento dell’obiettivo.

fede no. lui comincia leggendo sette o otto ricette come minimo. poi esce a far la spesa e compra alcuni degli ingredienti previsti, e alcuni imprevisti. questo perchè nella sua testa lui già lo sa che farà una sua versione, di quel piatto. a quel punto si mette all’opera, come un pittore a mano libera, non pesa nulla, non misura alcunchè. a volte l’obiettivo è un successo di proporzioni planetarie, quale la ricetta non avrebbe mai potuto forse permettergli. altre una ciofeca (raramente, mi tocca ammettere).

parlando con altre amiche ho scoperto che questa situazione è ben lungi dal presentarsi soltanto in casa fedeanna. anzi, è dilagante. è quasi la regola. e quindi ci ho riflettuto un po’ su.

per noi ragazze, seguire una ricetta è il modo migliore di portare a casa, con buon margine di certezza, il risultato desiderato: avere la cena in tavola per i nostri cari. rischi limitati al massimo. spazio all’improvvisazione: il minimo, non sia mai che poi ci viene una schifezza e dobbiamo buttar via tutto e portare la famiglia in pizzeria.

obbedire a una ricetta per un uomo sembra essere l’equivalente domestico di chiedere indicazioni se ci si è persi in macchina. un fastidioso intralcio alla loro autonomia. un’invadenza che va ad urtare il loro spazio creativo. una velata minaccia al loro valore.

avete guardato la lista dei ristoranti che la san pellegrino ha premiato come migliori ristoranti del mondo poche settimane fa? i primi dieci sono uomini. ok, elena arzak di san sebastian, è ottava ed è indubitabilmente una donna. ma una rondine non fa primavera ed è vistosamente un’eccezione in una decina in cui i maschi sono nove.

e, ancora più significativo, avete visto chi sono? conoscete la loro cucina? sono geniali (chi più chi meno) sperimentatori. sono illusionisti del palato. harry potter armati di sifone e di padella. spacciatori di risotti al caffè, lenticchie alla liquirizia e ostriche al profumo di lavanda. di cuochi in senso creativo e cerebrale. e se ci pensate, non hanno fatto altro che  portare alle estreme conseguenze le caratteristiche che anche l’homo cuocus domesticus, nel suo piccolo, mostra nella cucina di casa. (e se le conseguenze sono le stesse sotto tutti gli aspetti, non oso pensare quanto debbano pulire poi i loro commis…capisciammè…)

redzepi sta alle tagliatelle del meloncello come fede sta a me. beh, loro entrambi su una supernova e noi coi piedi a terra, s’intende. ma il principio è quello.

le donne cucinano per nutrire coloro che amano. cucinano per amore. gli uomini vivono la dimensione culinaria come un’altra in cui realizzare sè stessi, rompere schemi e puntare a vette sempre più alte.  cucinano per soddisfazione, per gratificazione. e poi, dopo, anche per amore.

 

perchè nella vita puoi anche averla la fortuna di avere al tuo fianco l’uomo che ami follemente e che ti riama in ugual misura (ed è, invero, una gran botta di culo).

ma rimarranno sempre degli angoli della tua anima che lui non potrà comprendere e/o condividere. e che solo le tue amiche conosceranno. e non c’è proprio niente di male: sono cose da ragazze.

ringrazio il cielo per le mie adorate amiche, e ringrazio loro di volermi sempre così tanto bene e di essermi sempre vicine. di essere sempre pronte a discutere scarpe, arredamenti, ricette, uomini e i loro difetti; di darmi consigli su come cavarmela ad essere una sposa passabile, vista la mia inesperienza sul campo; le ringrazio per i sorrisi che abbiamo condiviso e per quando ci siamo asciugate le lacrime a vicenda.

inutile che vi nomino una a una: voi lo sapete chi siete. senza di voi sarei una ragazza meno felice :-)

siamo principesse :0)

wild boys (e wild girls)

ho bisogno di un pensiero felice. di aggrapparmi a pensieri leggeri e volare come peter pan. se riesco a radunarne un numero sufficiente posso spiccare il volo.

il nostro paese allo sbando ci ha ormai tassati su qualsiasi cosa (si parla anche di bibite gassate e animali domestici, ma ci rendiamo conto?) eppure moody (non vi fa venire in mente malocchio moody, un personaggio, peraltro infamone, di harry potter?) continua a sbertucciarci e a degradarci; trema la terra e si apre una faglia nella tettonicamente sonnacchiosa pianura padana perchè l’africa spintona gli appennini, e un monte di gente sta nelle tendopoli sotto la pioggia torrenziale; alle elezioni amministrative si presenta al voto solo il 40% dei cittadini e la sera stessa quelli che hanno preso la maggioranza dei voti vanno in tv a tirare coriandoli come se non si rendessero conto che qualcosa davvero non va (o davvero non se ne rendono conto???); muore una pupetta che sta andando a scuola, e ancora non si sa chi è stato a far saltare in aria quei tre barili di esplosivo ( dite la mafia? mah.  perchè la scuola era intestata a falcone e alla moglie ed era l’anniversario dell’attentato? se risultasse essere così mi meraviglierei veramente molto.  i mafiosi non mi danno l’impressione di essere così romanticamente sentimentali riguardo alle ricorrenze. temo piuttosto che la realtà ci veda ormai circondati da ogni sorta di squinternati pericolosi e fuori controllo…).

insomma, ho bisogno di leggerezza. oggi, domani, a dosi regolari.

allora mi metto seduta in un angolino del mio cervello e proietto qualcosa di bello sul megaschermo (noi bionde abbiamo spazio qui dentro hihihihi).

penso agli anni ottanta, all’atmosfera frizzante. a come nessuno pensava alla crisi. a come il futuro ci sembrasse (mica solo a me, alla maggior parte degli italiani) luminoso. e comincio a sentire le sigle dei cartoni animati suonare nella mia memoria,

chi può asserire onestamente di non averla mai guardata???

io questo lo adoravo

indimenticabili, coi loro campi da gioco lunghi quanto la cordigliera delle ande

e vedo il cubo di rubik, che non sono mai riuscita a raddrizzare. e le crystal ball,

con cui ho impiastricciato irreparabilmente non so quante magliette, e mia nonna che mi corre dietro col battipanni. e le gite con gli altri ragazzini, col panino nello zainetto

(invicta e rigorosamente di colori improbabili…) e il bicchierino telescopico per la bibita.

ne avete mai posseduto uno?

e poi man mano, avanzando, alle sigle di lupin e di uforobot si sostituiscono altre colonne sonore. mi si accende una scintilla nello sguardo quando sento i duran duran e i primi accordi della canzone wild boys, obiettivamente tra le più brutte della storia della musica mondiale (loro stessi ne hanno scritte di assai più belle) eppure oggi diventata quasi un simbolo. evoca istantaneamente tutta un’altra serie di dettagli, di oggetti, di parole.

ammazza. ora li guardo e mi chiedo, ma come potevo trovarli belli???

penso al walkman della sony, che l’ipod ha sepolto sotto mille strati geologici.

e che comunque ha avuto una vita  dignitosa se paragonato all’ancora più effimero e meteorico lettore cd. penso alle musicassette che ci inserivamo, e che ormai non si possono nemmeno più ascoltare.

penso al cornetto algida e al pezzetto finale del suo cono, una delle cose che rendono la vita degna di essere vissuta.

penso ai levis 501 e alle timberland, la linea di demarcazione, peggio!, la cortina di ferro tra i figaccioni e il resto del mondo.

penso a il pranzo è servito, e a corrado mantoni.

e un sorriso mi rispunta sulla faccia, piano piano. se possono esservi utili, siete i benvenuti ad appendervi a qualsiasi mio pensiero felice. se ne volete aggiungere di vostri, mi casa es su casa.

anzi: d’ora in poi lo farò regolarmente. posterò pensieri felici per me e per chi, sentendone il bisogno, vorrà passare a prenderne uno qui… :-)

non vi lascio mai soli

lo so che i compleanni e le ricorrenze delle persone care si susseguono nelle vite di tutti noi. ci sono periodi poi, in cui sembra che i nostri migliori amici si siano coordinati e abbiano pianificato di nascere uno al giorno e uno in fila all’altro. io ad esempio sono sommersa di persone amate  che compiono gli anni in maggio. il problema dove sta? vi domandate.

il problema è lo stesso delle feste comandate tipo il natale: quando il numero di regali che dobbiamo acquistare è notevole…la nostra creatività si inibisce, la nostra vena fantasiosa si secca e finiamo per comprare delle banalate terrificanti.

e qui entro in gioco io, la vostra annette che non vuole che vi dobbiate scervellare per trovare l’idea giusta: ne ho millemila di perfette!!!

avete un amico in cerca di lavoro? regalategli dei biglietti da visita che lo facciano risaltare nella folla degli altri candidati: ad esempio disegnati sullo stile dell’iphone… :-)

fantastica la slide con scritto “assumimi subito”

alle amiche patite di home design di certo piaceranno tantissimo il porta saponette con decorazioni a bolle

oppure lo specchio decorato come una prestigiosa testata giornalistica internazionale e in cui specchiarsi per comparire ogni giorno in copertina :-)

be a star

se invece state cercando un pensierino per amici amanti degli aperitivi e dei finger food, tenetevi duri perchè ho scovato il loro sacro graal. voilà. forchettine da dito per prendere dai vassoi i bocconi che più li attirano :-)

agganciato!!!

un regalo può essere anche l’occasione per  sollevare un po’ lo spirito di qualche amico a dieta. pensate alle sue silenziose rinunce. al desiderio di certi alimenti che non può mangiare, pena il costante allargamento del giro vita. pensate ai momenti difficili in cui sogna torte alla vaniglia… tadààààààn!!! risollevategli il morale con questi spray all’aroma di prelibatezze:

spray al gusto di cibi deliziosi

strappate la linguetta, infilate in bocca ed inalate, un po’ come con quel cosetto dell’asma. pancakes con sciroppo d’acero, gelato al caramello, torta alle pesche: dite il vostro gusto, perchè loro ce l’hanno!

 

i diamanti sono i migliori amici delle ragazze, ma nel caso non rientrassero nel budget che vi siete dati, se la vostra amica è una golosona potete ripiegare su gioielli al gusto di bacon…

o filo interdentale a profumazioni gastronomiche… :-)

se la primavera risveglia nei vostri cari il desiderio di attività outdoor, regalate loro un pic nic  da poter fare esattamente dove desiderano, senza bisogno di attrezzatura, tavolini, tovaglie e seggiolini vari.

in libertà, così, ndocoiocoio. è un sogno? può essere realtà con questo simpatico paio di pantaloni

che ti offrono un tavolino a tua disposizione ogni qualvolta tu ti sieda per terra a gambe incrociate.

è o non è fantastico? come dite? che aspetto hanno questi pantaloni quando si sta in piedi normalmente? ma che pignoli… ok…sono così

passeranno inosservati i pantaloni con tavolinetto incorporato?

 

se dovete sorprendere qualcuno che non sa stare senza calamitare l’attenzione generale, dategli pane per i suoi denti. che ne dite di un paio di occhiali da sole a forma di stati uniti d’america

oppure una cannuccia per bibite con baffi inclusi?

la primavera, si sa, è una stagione meteorologicamente capricciosa.

per i vostri vicini di casa costantemente innamorati fracichi provvedete a un po’ di riparo. un doppio ombrello alla scendelapioggiamachefa

in modo che possano comodamente continuare a baciarsi senza fracicarsi ulteriormente :-)

 

avete un cugino facebook-addict? cosa potrebbe piacergli di più della tenda per doccia a tema?

con anche il buco quadrato al posto della foto profilo, così può comparire lui col suo faccione e la cuffia di plastica mentre si lava!!!

 

una vostra amica ama ballare e si lamenta sovente del fatto che in discoteca avere la borsa la impiccia? eccoci qui! questo reggiseno con tasche laterali le permetterà di tenere su di sè l’indispensabile e di scatenarsi indisturbata nelle danze

 

amate la musica? da non voler mai smettere di sentirla? è l’aria che respirate? in alto i cuori. ormai neanche la vostra fisiologia potrà mettersi di traverso tra voi e le vostre playlists

 

la vostra fidanzata è preoccupata per quelle che io chiamo sempre “rughe da amministratore delegato”? regalatele sonni tranquilli e risvegli lisci :-)

e per finire, gli ultimi due regali. quelli che, sospetto, tra tutti questi oggetti mio marito sceglierebbe per me. e mi sa che c’è poco da vantarsi.

per gli sbadati, quelli che non sanno mai dove hanno messo le chiavi, il portafoglio, gli occhiali da sole etuttilrestappresso, ecco a voi la soluzione definitiva.

questa custodia per iphone è dotata di un sistema ad onde magnetiche in grado di rilevare gli oggetti (fino ad 8) a cui voi avrete preventivamente agganciato questi ciondoli,  magnetici anche loro. e vi mostrerà sul display la loro posizione!

(il problema semmai è che se non trovate il telefono siete del gatto)

e last but not least, per chi la sera ama leggere prima di dormire ma a volte, occasionalmente, in rari casi,  può eventualmente essere capitato  che si addormenti senza riuscire a spegnere la luce, ecco a voi questa bellissima lampada! una volta applicati dei comodi sensori vicino ai vostri occhi, non appena li chiuderete la lampada si spegnerà da sè :-)

spero di esservi stata utile, e vi struco fortissimo tutti quanti!!!!!

per restare leggenda nei secoli esistono due modi.

primo, esalare l’ultimo in giovanissima età, quando ancora tutte le persone si ricordano  del motivo per cui sei famoso, non hai fatto a tempo a fare grosse fesserie o grossi flop, e, che tu sia un adone o meno, sei presumibilmente all’apice del fascino che potrai sperare di raggiungere nella tua intera esistenza.

oppure, secondo, raggiungere il top della tua fama e avere l’intelligenza e la sensibilità di capire il momento, sorridere con garbo, fare un bell’inchino e uscire di scena dedicando il resto dei tuoi giorni a goderti la palata di denaro che hai guadagnato essendo una leggenda, coltivando hobbies, impegnandoti discretamente nel sociale, sempre e comunque nella ricerca del più basso profilo possibile.

forse è per questo che di leggende eterne ce ne sono così poche. e di quelle poche una grossa fetta è stata sollevata dalla responsabilità della scelta di cui sopra, rientrando nel novero del primo caso, grazie a stupefacenti, auto troppo veloci e vite sregolate.

non starò qui a fare la lista dei celebri che ridicolizzano sè stessi nell’età d’argento. anche se mick jagger che va sul palco ai concerti con dietro le quinte la tenda ad ossigeno, e paul mccartney che continua compulsivamente a sposarsi con persone che poi cercano di sfruttarlo e depredarlo, beh, sì, mi fanno tristezza. e non venite a dirmi, come ti permetti, sono dei grandi, non faranno mai tristezza.

ne fanno, eccome. e proprio perchè concordo: sono dei grandi. dei grandissimi. e mi piacerebbe che avessero più rispetto di sè.

(a scanso di possibili critiche di maggior tolleranza nei confronti delle mie “colleghe” donne preciso subito che la lista di leggende che stanno scientificamente abbattendo la loro statua con un martello giorno dopo giorno è infinita. mrs ciccone in testa).

e ora arrivo al punto.

sono l’unica che ha trovato di un cattivo gusto l’uscita di vasco rossi a proposito del suo imminente matrimonio?

riassumo brevemente: il komandante, come ama essere chiamato, a 60 anni e dopo 25 anni di convivenza e un figlio, annuncia la sua decisione di sposare laura, non prima di aver precisato chiaramente, in un comunicato stampa, come la pensa sul matrimonio: “non ho cambiato idea sul matrimonio. sono sempre convinto che un rapporto non deve essere un legame o un obbligo. essere liberi di andarsene in ogni momento e rimanere uniti è una continua testimonianza di amore sincero”.

quindi perchè si sposa, potremmo chiederci noi, se ce ne fregasse una cippalippa.

ce lo spiega subito dopo. “non posso permettere che abbia poco più dei diritti delle madri degli altri due figli in materia di successione. ecco perché ho deciso di regolarizzare il rapporto. tutto qua. quindi non si tratta di vasco che ha messo la testa a posto o vasco che ha cambiato idea” (per carità, che il cielo ce ne scampi, mica vorrai cambiare idea!) “e non è neanche vasco che ormai è rincretinito e si sposa a sessant’anni”.

toccante. immagino le lacrime di emozione della futura sposa nel sentirsi fare oggetto di una devozione così appassionata.

approfitto dell’occasione per far presente al sig. rossi che se è vero che “essere liberi di andarsene in ogni momento e rimanere uniti è una continua testimonianza di amore sincero”, è altresì vero che promettere a priori che anche quando stare insieme sarà faticoso, magari doloroso, e ci saranno tutte le condizioni per volersene andare… allora più che mai si resterà lì, al proprio posto di trincea, a combattere per salvare l’amore e l’unione.  questo non è solo amore, questo è Amore, è l’Amore che vale davvero.

offrire questa certezza alla persona amata, la sicurezza che sarà amata a prescindere, che non deve costantemente temere di vedervi girare la schiena, aprire la porta e andare via. un po’ come quando eravamo piccoli e nessuna cosa poteva scalfire la nostra certezza dell’amore di mamma e papà. se l’amore non è questo, allora che cosa caspita è?

ma vasco rossi preferisce dire alla sua sposa di levarsi questi grilli dalla testa. che non ha cambiato idea sul matrimonio. e che la porta all’altare per garantirle un’eredità più cospicua rispetto alle madri degli altri suoi figli.

che bellezza…

italiani, che somari?

il ministro fornero lancia un nuovo strale.

gli studenti italiani sono ciucciarielli, come direbbe il mio braccio destro, un tedesco-partenopeo per la verità ben poco tedesco :-)

non conoscono le lingue straniere, hanno scarsa familiarità persino con l’italiano e in matematica fanno pena. manca solo che aggiunga “sono degli sfigati”, allineandosi perfettamente con le simpatiche esternazioni del viceministro martone. chissà se la gestiscono a quattro mani la commissione per gli insulti ordinari.

e peraltro è, ahimè, tristemente vero. se si analizzano i dati pubblicati dal pisa (programme for international students assessment, un’indagine promossa dall’ocse per valutare le competenze degli studenti dei vari paesi del mondo in quanto a matematica, scienze, lettura e problem solving) il livello delle conoscenze delle giovani leve in italia nel corso degli anni è gradualmente peggiorato sempre più. non è un’eccezione vedere persone che arrivano al glorioso termine del loro percorso di studi, a volte addirittura accademici, commettendo  strafalcioni ortografici imbarazzanti ed essendo privi di nozioni basilari di certe aree della cultura generale.

non è paradossale che succeda oggi? quando per assurdo tocchiamo gli apici del numero totale di giovani che hanno la possibilità (e ne fanno uso) di accedere a ogni livello di istruzione?

vero è che l’italia spende poco per la scuola. ma soprattutto, spende male. elargisce cattedre con concorsi dai criteri quantomeno discutibili a persone senza nemmeno le credenziali basilari per potersi definire competenti nella loro materia di insegnamento (alzi la mano chi non ha mai avuto almeno un insegnante scandalosamente incapace). per di più assegna uguale stipendio a questi, e a quelli che invece ci mettono il loro cuore e il loro cervello e vivono l’insegnamento come una vera e propria vocazione: così facendo disincentiva come una doccia fredda quelli che potrebbero essere dei maestri veri, di cultura e di vita.

gli studenti italiani non imparano bene le lingue straniere? ma vi è mai capitato di sentire il livello di fluency dei loro insegnanti? e di cosa ci vogliamo meravigliare? vi stupireste se vi dicessi che una grossa fetta degli insegnanti di inglese che siedono ad una cattedra oggi in italia non hanno mai messo piede nella perfida albione?

siamo somari in scienze? ho ancora una scena davanti agli occhi: liceo classico di conegliano, ora di scienze, professore un uomo di cui non farò il nome ma che con le scienze aveva a che fare unicamente in quanto anello mancante tra i primati e l’uomo. una mia compagna di classe alza la mano e dice che, tra le pagine che ci aveva assegnato da leggere a casa, non le è chiara la parte che riguarda le rocce arenarie. lui, senza scomporsi le chiede che cosa in particolare non le sia chiaro. “non ho capito la natura e le caratteristiche di queste rocce”, risponde lei.

il professore si alza, va allo scaffale, afferra lo zingarelli, si rimette a sedere. con tutta calma cerca il lemma “arenaria”, e poi dopo aver sorriso all’esterrefatta fanciulla, le legge la definizione corrispondente.

ma uno così, merita uno stipendio?????

e, intendiamoci bene, alla fine della fiera la colpa non è neanche tutta sua. anzi, la colpa principale ce l’ha chi lo ha messo su quella cattedra per ragioni che di certo non potevano essere meritocratiche. e che ha gestito la scuola sulla base di logiche che nulla avevano a che fare con la qualità dell’istruzione.

un altro ricordo che mi torna alla mente risale ai miei 18 anni.

passo un’estate in california ospite di amici di famiglia, e durante queste vacanze lego molto con le mie vicine di casa/coetanee.  e, va da sè, con le loro amiche. una delle quali, avvinta dalla mia esotica provenienza europea, mi chiede di dove io sia. inutile, immagino e a buon diritto, spiegarle le meraviglie di conegliano: per aiutarla le rispondo che vengo da venezia. al che lei va in totale fibrillazione e, scintillando da tutti i pori, squittisce ammaliata: “oh my god, you’re french!!!” e io pensavo: nessuno dei miei compagni di scuola direbbe mai una corbelleria simile. ed era vero. siamo diventati come loro?

capisco che il ministro fornero si senta distante anni luce dai governi che hanno retto le sorti del nostro paese negli ultimi 20 anni, lei è un ministro tecnico. ma in questo momento il governo sono loro, i tecnici, e per dare un minimo di segno di buonsenso e di obiettività non ci starebbe male una presa di coscienza e assunzione, seppur indiretta, di responsabilità. invece che dare dei somari a tutti gli studenti a cui è stata data in sorte una scuola che peggio non si può…

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